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Il sindaco di Affile indagato per apologia di fascismo

Prima la sospensione del finanziamento della Regione, poi la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati per apologia di fascismo, alla vigilia della Festa della Liberazione. Il mausoleo dedicato al maresciallo Rodolfo Graziani, ministro della Repubblica di Salò, rischia di costare caro al sindaco di Affile (Roma), Ercole Viri, indagato assieme a due assessori del piccolo comune laziale dai pm di Tivoli. Tutti e tre gli esponenti della giunta di destra sono sotto accusa per il sacrario costruito nella cittadina al confine con il Frusinate dove il gerarca fascista – nato a Filettino (Frosinone) – passò molti anni della sua vita fin quasi alla morte, nel 1955. Un mausoleo nel Parco di Radimonte, voluto dal sindaco del Pdl e inaugurato nell’agosto 2012, realizzato con fondi regionali – 127 mila euro – la cui erogazione è stata sospesa due giorni fa dal neogovernatore di centrosinistra Nicola Zingaretti. Un’iniziativa che ha suscitato forti polemiche anche sulla stampa estera: Graziani fu una delle figure principali del fascismo, responsabile di innumerevoli atrocità in patria contro la popolazione civile e i partigiani e prima ancora contro le popolazioni che abitavano i territori conquistati in Nord Africa. Il sacrario ha subito negli ultimi mesi diversi atti di sabotaggio – scritte, vernice – e manifestazioni di protesta.
”Non ho commesso alcun reato e sono tranquillo – dice il sindaco Viri, indagato assieme agli assessori Giampiero Frosoni e Lorenzo Peperoni -. Indagarmi per apologia del fascismo é assurdo. Al parco di Radimonte non c’é alcun elemento che possa ricondurre al fascismo” si è difeso il primo cittadino di Affile, tralasciando di dire che pochi anni fa aveva già fatto erigere, sempre con i fondi pubblici, un busto dedicato al repubblichino Giorgio Almirante.
Il coinvolgimento di Viri e dei due assessori nell’inchiesta e’ legato alla delibera con la quale fu decisa l’intitolazione del monumento a Graziani. Originariamente il sacrario doveva essere dedicato al milite ignoto. Gli indagati saranno interrogati prossimamente dal procuratore di Tivoli Luigi De Ficchy, titolare del fascicolo processuale aperto sulla base di una denuncia presentata dall’Associazione nazionale partigiani d’Italia (Anpi). Ora tra l’altro si indaga anche sulla regolarità della procedura per l’utilizzo dei fondi comunali. 
Intanto il governatore Zingaretti spiega il perché del dietrofront sui finanziamenti al sacrario. ”Ho scritto, pagando di tasca mia, una lettera a tutti i cittadini di Affile per spiegare il gesto di non finanziare il monumento a Graziani” ha affermato il presidente della Regione Lazio. ‘Primo perché e’ figlio di un imbroglio, di una furbizia: hanno ricevuto i soldi per il Milite Ignoto e poi l’hanno dedicato a Graziani, e non si usano così le risorse pubbliche. Poi, perché non possiamo accettare che si facciano in questo Paese monumenti a persone che, a parte l’umana pietà, non possono certo essere indicate come esempio. Oltre all’atto che abbiamo fatto ho sentito di scrivere una lettera alle famiglie di Affile perché é giusto che capiscano e siano coinvolte, che comprendano il senso di una scelta e che la Regione sarà vicina ai cittadini di quel comune ma che al tempo stesso sia chiaro che anche loro devono essere parte di un impegno civile anche per la loro libertà e la loro democrazia. Se oggi possono votare liberamente un sindaco o un presidente di Regione é perché la cultura di Graziani é stata sconfitta, altrimenti sarebbero prigionieri di una dittatura”.

(Nella foto Rodolfo Graziani insieme a Benito Mussolini)

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