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I nemici dei No Tav? Fascisti e servi dei padroni (un sinonimo)

Agostino Ghiglia, ex parlamentare ed ex assessore regionale di An, ex anche come vicecoordinatore del Pdl: ”Prendiamo atto con vivo compiacimento che, seppur nel suo totale immobilismo, il Governo abbia inserito in un Decreto delle norme finalizzate ad un diverso e maggior impiego dell’Esercito a difesa della Valle di Susa e a presidio della Tav. Si tratta di un risultato importante che fa seguito a richieste precise e continue da parte di Fratelli d’Italia (il gruppazzo al seguito di Giorgia Meloni e La Russa, ndr) i quali, da tempo, chiedevano un allargamento della ‘zona rossa’ attorno al cantiere Tav e un potenziamento dell’organico e del ruolo dell’Esercito contro le bande di potenziali assassini che, dietro le bandiere No Tav, stanno conducendo una vera e propria guerra contro lo Stato e arrecando danni incalcolabili all’economia della Valsusa. Ci auguriamo una rapida conversione del Decreto, dove certo non mancherà il nostro contributo per un ulteriore inasprimento delle pene contro i nuovi terroristi”.(ANSA).

Finalmente qualcuno che riesce a stare alla pari, almeno sul piano del linguaggio, con il più noto pasdaran Pro Tav, Stefano Esposito, esponente nazionale e parlamentare Pd. Solo che il Ghiglia viene dalla destra “manesca”, tanto che nel 1986 venne arrestato e condannato  per aggressione e lesioni insieme all’altro “camerata” Motta. Allora militava nel Fronte della Gioventù-MSI.

Il gruppuscolo era allora capitanato da Ugo Martinat, il gerarca piemontese più in vista, che fece anche lui carriera parlamentare, diventando persino viceministro. Di cosa? Che domande… ma delle infrastrutture, no? Di cosa altro poteva occuparsi per mettere le mani su una fetta di torta?. Il ministro in carica allora – in un governo Berlusconi – era nientepopodimeno che Pietro “tunnel” Lunardi, titolare della Rocksoil, società casualmente specializzata nella costruzione di tunnel ferroviari e autostradali.

Il buon Martinat non restò indifferenzte al fascino del business dei trafori, tanto che nel 2005 la Procura di Torino faceva pervenire un avviso di per turbativa d’asta e abuso in atti d’ufficio a proposito degli appalti per il TAV Torino-Lyon e opere delle Olimpiadi 2006. L’utilizzo delle intercettazioni non venne mai autorizzata dal Parlamento dominato dai berluscones.

Da questa autentica “università del buco” è venuto fuori l’ex picchiatore che ora tuona – insieme alla Procura di Torino, alla Stampa di casa Fiat e al Pd sia nazionale che piemontese – contro un movimento che ha mille raggioni, una migliore dell’altra, per opporsi alla più inutile e costosa delle opere pubbliche.

Per i cultori del modernariato, ecco i giornali dell’epoca sul Ghiglia arrestato:

 

 

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