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L’Ucraina brucia la provocazione “rossobrunista”

Un fenomeno politico inventato difficilmente regge la prova del conflitto reale. Una provocazione regge ancor meno.

È il caso del “rossobrunismo”, quel tentativo di creare una “zona grigia” di confine tra gruppi neofascisti e parti decerebrate della “sinistra” che ha impegnato più energie cartacee che non persone fisiche, usando l’indispensabile opposizione alle politiche dell’Unione Europea come terreno di provocatoria e impossibile “convergenza”.

La crisi ucraina ha smontato il giocattolo in pochi giorni. Basta un breve giro d’orizzonte per capire quanto poco sia rimasto del gran parlare di “destra e sinistra non esistono più”, o meglio “uniamoci contro il comune avversario che smonta la nostra sovranità nazionale”.

I più antichi promotori di una “terza posizione” – il clan riunito intorno a Roberto Fiore, ovvero Forza Nuova – ha immediatamente abbracciato i neonazisti ucraini, pubblicando anche una lunga intervista ad Andriy Voloshyn, esponente di Svoboda. Pur di non perdere l’occasione dell’aggancio con un movimento neonazista piuttosto forte e radicato, quelli di Forza Nuova hanno digerito con aplomb anche dichiarazioni fino al giorno prima inaccettabili: “Riteniamo che la nazione Ucraina sia parte integrante dell’ Europa”. Fine della (finta) opposizione all’”Europa delle banche”? Ma no, vedrete che tra qualche settimana, finita la buriana e facendo conto sulla memoria corta di questo paese – oltre che della scarsissima attenzione che Fn riceve – torneranno a ciacolare di “signoraggio” e “complotto demo-pluto-giudaico” come niente fosse.

Altrettanto fulminea la conversione di CasaPound: “Lo sforzo eroico del popolo ucraino, soprattutto dell’opposizione nazionalista, protagonista indiscussa della piazza negli ultimi giorni per riconquistare la propria sovranità, non può che far esultare chiunque abbia a cuore la causa dei popoli e delle nazioni”. Siccome non sono completamente scemi, si sono resi conto con altrettanta rapidità che gran parte della loro retorica veniva vanificata dagli eventi. Ma hanno deciso di far finta di nulla:

Ora però, noi che conosciamo fin troppo bene le politiche oligarchiche e antinazionali dell’Unione europea, auspichiamo che gli ucraini lottino per avere uno stato sovrano, con una banca nazionale pubblica e una propria moneta, che faccia accordi commerciali con chicchessia ma nell’esclusivo interesse dell’Ucraina. Per far questo, tuttavia, sarà necessario un eguale sforzo della componente nazionalista contro i tentativi eterodiretti di trasformare la rivolta ucraina in una ‘rivoluzione arancione’ che abbatta una oligarchia per insediarne un’altra. Le sirene della Nato, della Ue, dei vari professionisti della destabilizzazione come George Soros o Bernard-Henri Lévy sono per ogni popolo, Ucraina compresa, più pericolosi di ogni governo corrotto”.

Ognuno può vedere come proprio Usa e Unione Europea, in queste stesse ore, stiano concludendo a Kiev contratti in cambio di “aiuti”; e che quelle di Casapàu sono soltanto chiacchiere per provare a continuare il vecchio gioco.

Un po’ più furbi, invece, quelli di “Rinascita” – che mostra la testatina-esca “quotidiano di sinistra nazionale” – che hanno visto “l’evidente la presenza dei nazionalisti ucraino-occidentali nei moti di piazza; in particolare dei movimenti Pravij Sektor e Svoboda”, ma prudentemente avverte il proprio pubblico che “la rivolta – arancione o nera che sia stata – è stata ampiamente pilotata dagli atlantici, Usa e Gb, naturalmente, in testa. Con il sostegno della Merkel, innanzi tutto, e di Francia e Polonia”.

Più professionali, come “rossobrunisti”, quelli di Stato e potenza, che non deflettono da un rigoroso schema filo-russo e finto-socialista (dovrebbe esser universalmente noto che Putin e il suo partito tutto sono meno che “socialisti”, fautori di un nazionalismo da grande potenza niente affatto coniugato con istanze di “eguaglianza sociale”):

Stavolta ad egemonizzare la rivolta sono stati gli eredi del criminale collaborazionista Stepan Bandera, allora minoritari.
Mercenari, terroristi e professionisti della guerriglia, di cui alcuni addestrati in campi militari della NATO in Estonia, hanno messo a ferro fuoco la capitale e altre città in tutto il Paese, diffondendo il panico e l’odio interetnico.
Il partito “Svoboda”, appoggiato dai due senatori statunitensi John McCain e Christopher Murphy e legittimato dal presidente del parlamento europeo Martin Schulz, chiede l’ingresso dell’Ucraina nella NATO e specifiche garanzie di protezione a Londra e Washington.
La frangia extraparlamentare “Praviy Sektor”, guidata dal mercenario Aleksandr Muzychko, ex guerrigliero anti-russo in Cecenia nel 1994 e nel 1999, è già stata ricevuta dall’Ambasciata Israeliana in Ucraina, dove ha garantito collaborazione e comprensione reciproca.
La manovalanza neo-nazista ucraina, insomma, gode della totale connivenza dei Paesi occidentali, come da consolidato copione “Stay-Behind”.

Inutile continuare a girare per siti e pubblicazioni varie: l’arco delle “differenze” tra gruppi fascisti che cercavano il “dialogo a sinistra” è già completo così. Si va dall’adesione totale con i neonazisti ucraini al sostegno imperituro al nazionalismo russo, passando per i “distinguo” imbarazzati di quelli che si sentono spiazzati. Le ragioni delle differenze, direbbe il saggio, possono esser spiegate soltanto con il sacro criterio follow the money. Vedi da dove arrivano i soldi, e capirai perché uno dice una cosa oopure un’altra.

In tutti i casi, però, è facilmente riscontrabile il dominio pieno della dimensione esclusivamente “geopolitica”, dove le classi sociali vengono sciolte nell’acido del “popolo” caratterizzato solo dall’unità linguistica e/o etnica. Svaniti nel nulla i riferimenti “critici” al capitalismo, dappertutto ricompare la ridicola sovrapposizione – nella figura del “nemico” – tra “russo” e “comunista”. Il quarto di secolo passato dal “crollo del Muro” non è stato registrato, su quegli orologi…

Un problema in meno, per il movimento. Almeno finché dura la crisi ucraina. Ci auguriamo che sia servita anche da vaccino…

 

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