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Lista Tsipras. Ira di Sel, “mezzo sollievo” del Prc, bottino per La Repubblica

“Una persona misera Barbara Spinelli, una borghese piccola piccola, priva della facoltà politica e forse anche umana di intendere e di volere, in mano a dei mascalzoni che hanno sfruttato l’occasione per un unico scopo politico che andava delineandosi fin dall’inizio: fare fuori Sel. Per invidie, vecchi rancori, politicismi, opportunismi d’accatto”. Non la manda certo a dire Enrico Sitta, dirigente di Sel ma soprattutto coordinatore della campagna elettorale di Marco Furfaro, anche lui giovane dirigente di Sel che nel giro di due settimane si è trovato da eletto al Parlamento di Strasburgo per la Lista Tsipras a estromesso per fare posto al “ripensamento” di Barbara Spinelli. Ma la giustificata “rabbia” di Sitta non rinuncia ad un mezzo occhieggiamento a Renzi, verso il quale una parte della stessa Sel guarda ormai come ad un orizzonte da traguardare. Gli strali del dirigente di Sel vanno infatti contro “Gli istinti dell’élite di quella Repubblica (il giornale) e dintorni che non sta con Renzi e che magari avesse anche solo un grammo dell’intelligenza politica dell’ex sindaco di Firenze. Che io politicamente non stimo, sia chiaro. Ma che gigante in confronto a questi abietti!” scrive Sitta.

Il colpo della estromissione di Furfaro si fa sentire: “A noi il compito, ancora una volta, di ricominciare da capo senza padri, padroni, padrini. Senza rete. Né con il Pd di Matteo Renzi né con l’abominio di Barbara Spinelli. Nella terra di nessuno, quella in cui la vostra grettezza, la vostra mancanza di prospettiva  e soprattutto di generosità e politica vorrebbe confinarci”.

”La scelta di Barbara Spinelli sul seggio al Parlamento Europeo è grave e sbagliata. Lo è nel metodo e nel merito – sottolinea il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni – quel 4% della lista Tsipras cosi sudato e importante è stato costruito grazie al lavoro di tutti”.

La vicenda non potrà non avere conseguenze nel dibattito interno a Sel, dove già prima delle elezioni – e a maggior ragione dopo – sta crescendo la divaricazione tra chi vuole arruolarsi nelle file del “grande Pd” di Renzi e chi aveva investito sulla Lista Tsipras magari per gestire il confronto con il Pd su basi autonome. La ghigliottina della nuova legge elettorale – con quorum altissimi per entrare in parlamento – incombe però su entrambe le opzioni.

Il coordinatore della Lista Tsipras, il fiorentino Massimo Torelli, tende invece a minimizzare quello che è accaduto. “E un problema ma piccolo rispetto a quelli superati. E questa non è una coalizione elettorale, è un progetto di cambiamento. La partenza non è stata forse la migliore, doveva essere solo un festeggiamento e ancora non lo è stato. Ma a tutto questo c’è rimedio, insomma la superiamo e bene. Sono convinto che (la Spinelli, Ndr) sarà un’ottima parlamentare, di un ottimo gruppo e che tutti faremo un gran lavoro”.

Diverso, ovviamente, il clima dentro il Prc che vedrà la propria giovane dirigente Eleonora Forenza varcare la soglia del Parlamento di Strasburgo e mettere parzialmente fine al digiuno elettorale iniziato nel 2008. “Visti i molti commenti che vedo sulla rete – a volte indecenti ed un po’ ipocriti – voglio ribadire la mia solidarietà a Barbara Spinelli, che qualcuno sta trasformando in un vero e proprio capro espiatorio” scrive in una nota il segretario Paolo Ferrero, che aggiunge: “Ma che cosa doveva fare la Spinelli se non scegliere il suo collegio, quello di Roma, dove era stata messa capolista, permettendo che il Sud eleggesse un suo candidato? Io non vedo francamente cosa altro avrebbe potuto fare”.

La vede in modo diverso un altro dirigente del Prc, Claudio Grassi, in collisione con la maggioranza che ha eletto Ferrero segretario e da sempre “aperturista” verso Sel. Il giudizio sulla Spinelli è tranchant: È stata capace di azzerare le due cose che la Lista Tsipras aveva posto come caratteri distintivi rispetto a tutte le altre liste e che lei stessa aveva proposto. La coerenza: noi quello che diciamo lo manteniamo; le decisioni: vanno condivise e non imposte dall’alto. È avvenuto l’esatto contrario e chi non lo riconosce (e ha difeso quanto avvenuto) non solo non fa un buon servizio alla sua intelligenza, ma complica ulteriormente il cammino unitario che la Lista aveva avviato”Interessante sarebbe conoscere quali sarebbero stati i commenti a parti rovesciate, cioè se la Spinelli avesse scelto diversamente. E’ vero anche che il Prc ha creduto e investito sulla Lista Tsipras sin da subito, diversamente da Sel, anche se all’interno continua un’aspra discussione sul grado di maggiore o minore impegno delle varie componenti del Prc nel sostenere i propri candidati.

Una cosa nata con questi presupposti e questi effetti ha una possibilità per il futuro? Il segretario del Prc se ne dice convinto: “La decisione sugli eletti è l’ultimo passo di questo percorso, di una lista costruita dall’alto e in cui il prestigio di alcune persone ha permesso di attivare una partecipazione ed un consenso più ampio dei confini dei partiti” afferma Ferrero.

Certo è difficile sfuggire ad un consuntivo che ha visto “la sinistra” concentrarsi allo spasimo per portare al Parlamento europeo – e per il rotto della cuffia – una brava commentatrice come la Spinelli  e un pessimo giornalista anticomunista come Maltese, entrambi in forza a La Repubblica. L’ingresso della giovane Forenza a Strasburgo basterà a compensare dello sforzo i militanti e ad allontanare l’idea di essere stati solo portatori d’acqua ad un progetto equivoco? Dentro Sel sembrano non esserci più dubbi, dentro il Prc forse bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. Ma una sinistra di classe e popolare in questo paese tutto questo tempo potrebbe non averlo più. E poi si può chiedere ancora a chi non ha vie di fuga, se non quella della dimensione collettiva della resistenza, del conflitto e della riapertura di una prospettiva, di rituffarsi in un gorgo che trascina a fondo anche quando dà l’impressione di risalire?

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