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Roma. Si dimette l’assessore Muraro. Massiccio sciopero dei lavoratori Ama

Si è dimessa dalla giunta Raggi la contestatissima assessore Muraro. Ieri mattina aveva ricevuto un avviso di comparizione dalla Procura di Roma per il prossimo 21 dicembre e stanotte ha preso la decisione di dimettersi. Paola Muraro, per anni potente consulente esterna dell'Ama – l'azienda municipalizzata di Roma per la raccolta e gestione dei rifiuti – era stata al fianco dei due dirigenti dell'azienda, Franco Panzironi e Giovanni sotto inchiesta nel processo di Mafia Capitale.

Il sindaco Viriginia Raggi l'aveva fortemente voluta nel ruolo di assessore nella sua giunta e l'aveva difesa da chi (anche all'interno del M5S romano) segnalava il fatto che fosse al centro di indagini per consulenze e malaffare nella gestione dei rifiuti a Roma. In qualche modo la Raggi dovrà spiegare anche ai suoi elettori perché avesse scelto di lasciare in carica la Muraro all'Ambiente dopo le pressioni da parte della procura sfociate poi nell'avviso di garanzia. Il sindaco per mesi ha cercato di difendere la posizione dell' assessore: “Una cosa è l’iscrizione nel registro degli indagati, un altra è l’avviso di garanzia". Ma nel M5S in casi analoghi si era stati molto più drastici, provvedendo a sospendere molto rapidamente i propri membri oggetto di indagini, come nel caso del sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Ora le dimissioni della Muraro indicano una “rogna politica” rilevante e determinante per la tenuta stessa della giunta Raggi, la quale sembra avere più ombre nel suo entourage di quelle lasciate intravvedere in campagna elettorale.

Ma sulla situazione dell'Ama e dei rifiuti a Roma non pesano solo le dimissioni dell'assessore. C'è anche la crescente rabbia dei lavoratori contro le condizioni di lavoro e retributive peggiorate dal contratto firmato da Cgil Cisl uil. Ieri infatti è stata molto alta l'adesione allo sciopero nell'azienda municipalizzata Ama Spa indetto dall'Unione Sindacale di Base.
Sono state raggiunte punte di oltre il 50% di adesione in almeno due dei cinque stabilimenti. I lavoratori si sono riuniti in presidio davanti agli stabilimenti di Tor Pagnotta e Ponte Malnome ed hanno voluto ribadire che il rinnovo del contratto nazionale rappresenta una svendita dei diritti e della dignità dei lavoratori. "Non si può pensare che oggi si chieda ai dipendenti di una società in attivo di lavorare due ore in più a settimana e di guadagnare di meno" ha denunciato al megafono Giovanni Belluomo, delegato Rsu di Usb. "È oltremodo inaccettabile che Ama si rifiuti di recepire il voto contrario al contratto di oltre il 70% dei votanti alle consultazioni" ha proseguito il sindacalista."Questa prima giornata di sciopero sarà solo l'inizio di una protesta che rischia di durare fino a quando Ama non aprirà un tavolo di confronto  con la nostra Organizzazione che da subito ha raccolto il dissenso della maggioranza dei lavoratori".
L' Assessore all'Ambiente Paola Muraro ieri si era recata allo stabilimento di Tor Pagnotta presidiato dai lavoratori in sciopero, dando un giudizio sconsolato sullo stato di salute degli impianti e dei mezzi a disposizione dell'azienda municipalizzata per la raccolta dei rifiuti. Non solo. C'è anche la pesante ipoteca degli appalti esterni a cui sono stati affidati negli anni molti dei servizi prima di competenza e gestione dell'Ama (ed in cui hanno prosperato i faccendieri di Mafia Capitale). "Numerosi servizi vengono esternalizzati con un aggravio di spese enormi per le casse di Ama, mentre sarebbe opportuno valorizzare il personale dell'azienda internalizzando molte attività – aveva sottolineato la Muraro, dimostrando un atteggiamento ambivalente che non ha retto però alle contraddizioni del vero e proprio verminaio sul ciclo dei rifiuti a Roma.

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1 Commento


  • marco

    ogettivamente per non vedere le "ombre" all'ombra della "previta" anche in campagna elettorale bisognava rischiare una morte per overdose di buona fede.

    leninisticamente parlando, una prassi rivoluzionaria impone anche patti col diavolo, se questi sono funzionali al superamento dello stato presente di cose.

    a patto che ci si ricordi che è col diavolo che si sta venendo a patti.

    comunque meglio tardi che mai…..

    magari ci rimboccheremo tutti le maniche ora e alle prossime comunali non dovrò più guardare con invidia napoli.

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