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Reddito di cittadinanza solo agli italiani? Una boiata pazzesca

I giornali e le agenzie riportano le dichiarazioni del vicepremier Di Maio in una intervista radiofonica secondo cui il reddito di cittadinanza deve andare solo agli italiani. “Abbiamo corretto la proposta di legge iniziale sul reddito di cittadinanza anni fa: è singolare che torni in auge una proposta di legge che non prevedeva ancora la platea” per l’assegnazione del reddito “ma è chiaro che è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani”.

Una precisazione, quella di Di Maio, ovviamente apprezzata da Salvini ma in contrasto con quanto chiarito dal ministro dell’Economia Giovanni Tria giovedi scorso durante una audizione al Senato. Tria aveva logicamente specificato che la misura sarebbe stata rivolta anche agli stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo, esattamente come avviene per le altre prestazioni sociali.

Sulla materia esistono infatti precisi e specifici articoli della Costituzione – il 2 – 3 e 10 – che vietano trattamenti discriminatori (1) e direttive internazionali che l’Italia ha sottoscritto.

Una legge con queste caratteristiche andrebbe subito a sbattere contro l’incostituzionalità. In secondo luogo, negli anni scorsi, alcuni comuni, ed anche alcune sedi dell’Inps, avevano provato a “interpretare” in senso discriminatorio l’erogazione di alcune prestazioni sociali (bonus natalità, assegni familiari al terzo figlio etc.) ma erano stati battuti sia in sede di ricorso che nei tribunali. Ultima in ordine di tempo è la sentenza del Tribunale di Bergamo del 2 marzo 2018 che ha condannato l’Inps.

Inoltre l’art 12 della  direttiva 2011/98 prevede infatti che tutti i lavoratori non comunitari beneficiano dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro in cui soggiornano relativamente ai settori della sicurezza sociale di cui al regolamento CE 883/2004. Tale regolamento riguarda tutte le prestazioni assistenziali e previdenziali elencate nell’art 3 del regolamento stesso che comprendono, tra le altre,  le prestazioni di maternità o di paternità (lettera b), le prestazioni di vecchiaia (lettera d) e le prestazioni di familiari (lettera j). Il reddito di cittadinanza, così come venuto fuori, si configura come prestazione assistenziale.

La boutade di Di Maio, che parlava dalla Cina, sembra somigliare alla gestualità canina quando marca un territorio per far sapere agli altri che è passato di là. Un tentativo di inseguimento sul terreno leghista destinato a scontrarsi con un assetto costituzionale che molti vorrebbero smantellare – in Italia e a Bruxelles – ma che ancora esiste e fa testo come legge.

Di Maio e il suo movimento, farebbero meglio a dedicarsi all’allargamento delle risorse da distribuire nel welfare contro la logica della penuria, dei tagli continui, del rigore di bilancio. Se invece pensano di potere giocare con misure a somma zero (magari alimentando la caccia alle streghe quando questa diventa l’unica strada che è consentito percorrere dal Patto di Stabilità), ci si infila direttamente in un buco nero, ma nero boia.

E poi, se non dovesse bastare la Costituzione, c’è sempre la mobilitazione popolare per cercare di impedire la discriminazione razziale nelle leggi dello Stato.

(1) I tre articoli della Costituzione in materia

Articolo 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Articolo 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali

Articolo 10. L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

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