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Salvini il pinocchio contestato dai No Tav

Si è svolto oggi nel tripudio di giornalisti la passerella elettorale del Ministro Salvini all’ex-cantiere di Chiomonte.

Sfidando la neve, un folto gruppo di notav era venuto venuto ad accoglierlo per chiedergli conto della palla più grossa nella storia delle palle TAV, quella sparata dal ministro pochi giorni fa quando ha affermato che ci sarebbero 24 miliardi di costi nel caso in cui la seconda linea Torino-Lione non venisse realizzata. Non c’è stato però niente da fare, Salvini è rimasto al caldo nascosto per tutta la mattinata dietro decine di agenti in assetto anti-sommossa che hanno anche caricato i notav (tra cui Nicoletta che ormai ha più di 70 anni) perché “avrebbero ricevuto una palla di neve”.

Un nervosismo degli agenti che la dice lunga sulla debolezza di tutto il sistema TAV di cui Salvini si candida ad essere garante come dimostrato da questa tappa al cantiere, ormai quasi obbligatoria per ogni politico che voglia rassicurare partiti, criminalità organizzata e imprenditoria sul fatto che il cambiamento è solo un brand elettorale e che gli interessi che contano saranno garantiti a ogni costo.

Una visita che si è trasformata in un ennesima fiera della menzogna con giochini di prestigio di bassa Lega. Salvini ha ripetuto la bugia dei 25 km di galleria già scavati, ha affermato una riduzione dei tempi di percorrenza che non viene neanche più propagandata da TELT mentre provava far passare il cunicolo esplorativo per un tunnel in cui dovrebbe passare un treno.

Conosciamo la passione del ministro per i travestimenti e quindi ci permettiamo di consigliargliene due: un vestito da coniglio o un bel naso da pinocchio. Scegliesse lui quello che più gli si addice dopo il triste spettacolo di oggi.

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