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Il Parlamento europeo dice no ai porti aperti. E adesso?

Il Parlamento europeo a Strasburgo ha bocciato con 290 voti contrari, 288 favorevoli e 36 astensioni la risoluzione sulle attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo che chiedeva anche di mantenere aperti i porti per le navi di soccorso delle Ong.

La mozione era stata presentata dal presidente della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni Juan Fernando López Aguilar, ed esortava gli Stati membri a favorire e supportare le misure di salvataggio, avviare un meccanismo di ridistribuzione dei migranti e mantenere i porti aperti alle organizzazioni non governative.

Lo stop alla risoluzione è stato determinato anche dall’astensione dei 14 eurodeputati del M5S, che hanno espresso una linea divergente rispetto agli attuali alleati di governo del Partito Democratico. I Socialisti e Democratici europei (di cui fa parte il Pd a Strasburgo) hanno votato quasi del tutto compatti sul sì al testo presentato da Aguilar al Parlamento europeo.
Il testo presentato da Aguilar includeva un totale di 18 raccomandazioni agli Stati membri dell’Ue per una maggiore collaborazione ed efficienza nelle attività di
ricerca e salvataggio dei migranti naufragati sulla rotta del Mediterraneo. In particolare il punto 9 del testo richiedeva agli Stati membri di “mantenere i porti aperti alle imbarcazioni delle Ong”, mentre il punto 16 spingeva la Commissione a lavorare su un meccanismo di distribuzione dei migranti “equo e sostenibile”.

A quel punto il Parlamento europeo è spaccato quasi a metà con 288 voti favorevoli e 290 contrari. Hanno votato SI i Socialisti eDemocratici, i Verdi, la sinistra del Gue e i liberali di Renew Europe (tra i quali però si sono contate 10 defezioni) mentre hanno votato NO i Popolari, i Conservatori e riformisti, il gruppo sovranista Identità e democrazia (quello della Lega) e una buona quota di Non iscritti (solo due i favorevoli nell’intero gruppo).

A fare da ago della bilancia sono state le 36 astensioni, con un totale di 14 “schede bianche” dei parlamentari del M5S: Adinolfi, Beghin, Castaldo, Corrao, D’Amato, Evi, Ferrara, Furore, Gemma, Giarrusso, Pedicini, Pignedoli, Rondinelli e Zullo.

In una nota la europarlamentare del M5S Ferrara ha spiegato che l’astensione del gruppo è stata dettata dall’esclusione dalla risoluzione di alcuni emendamenti presentati anche dai Cinque stelle e capaci di dare «concretezza a un testo altrimenti vago e polarizzato». In particolare, si legge nel comunicato, il gruppo aveva cofirmato con esponenti dei Socialisti e dei Verdi un emendamento per ribadire il «rispetto delle leggi internazionali» nell’ottica dell’apertura dei porti affermata nella mozione. “Al paragrafo sull’apertura dei porti chiedevamo il rispetto delle leggi internazionali e di altre leggi applicabili, con un emendamento cofirmato dal Movimento 5 Stelle e dai gruppi Verdi e S&D — ribadisce la Ferrara – Il rimando esplicito al rispetto della Carta dei diritti umani e delle leggi e convenzioni internazionali metteva a tacere chi, nelle scorse ore, voleva pretestuosamente e strumentalmente sintetizzare le nostre proposte come emendamenti anti-Carola”.

Il Parlamento europeo, quello su cui e per cui e su cui gli “europeisti” di destra e di sinistra avevano tirato un sospiro di sollievo – perchè non vi avevano prevalso le forze di destra, nazionaliste, xenofobe etc. – in poche settimane ha votato prima una risoluzione che equipara il comunismo al nazismo ed ora la chiusura dei porti ai naufraghi e ai migranti nel Mediterraneo (sostenuta da sempre dalla destra nazionalista, xenofoba etc).

Per gli ossessionati della cultura liberale europeista vi è ampia materia su cui riflettere e magari ammettere che, all’atto pratico, gli orientamenti e le istituzioni europee non sono poi tanto diverse da quelle auspicate dalla destra.

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