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Sanità lombarda. Il dolce sfogo di un’infermiera

In questi giorni molti personaggi davvero scabrosi – tipo Salvini, Fontana, Zaia – ogni tanto se ne escono in discorsetti in cui infilano, quasi sempre a casaccio, una difesa fiacca del personale della sanità. Pubblica, ovviamente, perché quella privata è rigorosamente fuori da ogni coinvolgimento nella lotta all’epidemia da coronavirus. E lombarda (o veneta), altrettanto ovviamente…

Perché di quella nazionale certa gente non ha più voluto sentir parlare. Privatizzando anche gli strapuntini, oltre ai posti letto.

Una infermiera impegnata in questi giorni nella lotta al virus, e dipendente della sanità – ovviamente pubblica e ovviamente lombarda – ha inviato questo sfogo, forse un tantino sopra le righe, ma tutto sommato chiaro su quella che è la condizione dei lavoratori come lei. E dunque anche un messaggio ai vertici amministrativi e politici. Della Lombardia, ovviamente. Ma anche del governo centrale.

Espresso nella sola lingua che i leghisti sembrano comprendere…

A seguire una denuncia dell’Unione Sindacale di Base sulla realtà della sanità pubblica. Lombarda, naturalmente…

*****

… sto pensando… ?….CHE MI SONO ROTTA IL CAZZO di lavorare così!!!!! Non è fisiologico attenzione 8 h!!!!

Perché devo OGNI GIORNO correre il rischio di sbagliare?

Perché OGNI GIORNO la mia assistenza è deficitaria?

Perché OGNI GIORNO devo vivere nel caos?

Perché OGNI GIORNO non siamo in numero sufficiente?

Macché coronavirus!!! OGNI SANTISSIMO GIORNO È COSÌ !!!!!!!

Vorrei proprio vedere se i PIANI ALTI invece di avere un’assistenza COI GUANTI, l’avessero come tutti i Cristiani ricoverati ORA dove lavoro!!!! E già!!!!! Sai come cambierebbero le cose???????

La PERSONA…. la DIGNITÀ…. provassero a stare 8 ore in incognito dove lavoro. PROVASSERO!!!! CAZZO!!!!!!

TUTTI sono responsabili ma alla fine NESSUNO lo è!!!!!

E mi sono proprio ROTTA IL CAZZO di lavorare A RISCHIO SENZA RISPONDERE APPIENO AI BISOGNI ELEMENTARI che QUALSIASI….. QUALSIASI ESSERE UMANO NECESSITA.

MI SONO ROTTA IL CAZZO!!!!!!!

Non esiste prezzo o numeri o minuti assistenziali al paz pieno di m…. o che vuole bere o che non riesce a fare colazione!!!! E …. dopo… xché non c’è nessuno!!!!!

MA CHE CAZZO STIAMO GUARDANDO? Questo è!!!! TUTTI I GIORNI È… DOPO!!!!!!

Mavaffanculova!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Noi infermieri siamo il fulcro… infermieri e oss… noi siamo potenza, noi siamo la chiave… E ALLORA INCAZZIAMOCI PORCA DI QUELLA PUTT… !!!!

La DIGNITÀ!!!!!! NOSTRA, DEGLI AMMALATI… DI LORO CHE SAREMO NOI!!!

Basta!!! Basta!!!! Io sono una professionista, è per questo che non accetto di essere trattata così… ed è per questo che non tollero che i miei paz siano trattati così!!!

Perché loro sono io!!!

Facciamo gruppo.. uniamoci… per loro, per noi…. CREDIAMOCI E COMBATTIAMO!!!

Colleghi… vi voglio con me!!!!! L’unione fa la forza!!!!! Ci credete???? Forzaaaaaaa!!!!!

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Sanità Pubblica e Vanità Privata

Il precariato che sta uccidendo sanità e ricerca pubbliche: scelte folli e silenzi complici

Milano – 

Mentre in Lombardia un team di ricerca dell’Ospedale Sacco di Milano, composto per una buona parte  da lavoratrici precarie, isola il ceppo italiano del virus che sta tenendo sotto scacco il paese, il presidente della stessa regione si è coperto di ridicolo facendosi un selfie mentre indossava una inutilissima mascherina chirurgica. Una maschera che di sicuro non lo proteggerà né dal virus, né soprattutto dall’ennesima figuraccia alla quale l’intero paese viene esposto a causa dei comportamenti di politici e amministratori mediocri e spesso grotteschi, nella ricerca di un’esposizione mediatica che gli  si ritorce contro elevandone a potenza l’evidente inadeguatezza. È una efficace istantanea del paese: l’ignoranza al potere e la sapienza è precaria.

In Italia, la Pubblica Amministrazione è infarcita di lavoratrici e lavoratori precari e proprio Ricerca e Sanità (insieme alla scuola) hanno, in questo, un triste primato.

La nostra lunga guerra al precariato ha registrato proprio in Lombardia l’ultima puntata a partire già dallo scorso dicembre, quando, a seguito delle possibilità inserite nella Legge di Bilancio per la stabilizzazione dei precari, abbiamo iniziato ad esercitare una fortissima pressione su tutte le istituzioni che governano la sanità -dalle singole aziende, all’assessorati regionale, al ministro della salute e persino al Premier Conte- affinché si proceda ad un piano straordinario di assunzioni e si acceleri nella necessaria stabilizzazione dei tantissimi precari della sanità (vedi allegato)

Ad oggi, non è pervenuta alcuna risposta dall’amministrazione regionale presieduta dall’uomo mascherato e il personale precario rimane tale, anche a fronte di una possibilità di stabilizzazione concreta e immediata, rappresentata dalla proroga alla cosiddetta Legge Madia, approvata dal parlamento. Rimangono precari e spesso ostaggio di quel sistema di cooperative che strutturato attraverso appalti non genuini – tollerati se non addirittura sostenuti dalle regioni – per alimentare il sistema di complicità tra amministratori pubblici e i tanti imprenditori che realizzano profitti nel sistema – salute.

Ad oggi l’emergenza del Coranavirus (nella sua virulenza anche e soprattutto mediatica) ha confermato la  grave carenza di personale che ormai è diventata – quella si!- un virus cronico  del nostro paese, diffuso da chi in questi anni ha tagliato 37 miliardi di euro alla sanità pubblica. Anche nell’ “eccellente” sistema lombardo, il virus certifica la mancanza di posti letto e personale sanitario: i primi vittima della chiusura indiscriminata di decine di ospedali; il personale, invece, vittima di standard sanitari vecchi di almeno vent’anni e di esternalizzazioni e precarizzazione in dosi massicce.
E mentre oggi tutti elogiano il personale sanitario e i ricercatori, come se avessero cominciato ad esistere dalla comparsa del virus, nessuno fa proposte concrete su come ricondurre alla sanità pubblica e alla ricerca soldi e competenze che le politiche cieche degli ultimi anni hanno distrutto, relegando l’Italia a fanalino di coda tra le nazioni per investimenti in questi importanti settori.

Mascherine tante e proposte zero: chi ha tagliato e chi ha taciuto in questi anni (governi e sindacati complici) provi oggi soltanto vergogna!

 

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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2 Commenti


  • Mauro

    Buongiorno, concordo pienamente con quanto scritto dalla collega che “si è rotta il cazzo”.
    Anche io me lo sono rotto!!!
    Ma ……dei colleghi…..soprattutto.
    Siamo una categoria di merda…..di pecore….di coglioni. Sempre a lamentarci….si….in corsia…..tra di noi…..ma appena c’è da muovere un dito per la nostra professione…..e per la dignità di noi professionisti……allora tutti zitti…..tutti spariscono….tutti si cagano addosso….
    Ci meritiamo la merda che ci copre.
    Categoria senza palle….e disposta a qualsiasi sopruso dirigenziale…..o governativo.
    Si…anche io mi sono rotto il cazzo


    • Redazione Contropiano

      Non a caso abbiamo messo insieme lo sfogo dell’infermiera e l’invito alla mobilitazione di Usb…
      Inutile e dannoso incazzarsi tra colleghi (anche se non mancano certo le ragioni…); c’è un avversario piuttosto chiaro, ci sembra…

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