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Alitalia-ITA: quando lo Stato si fa pescecane

Muore Alitalia, subentra la neonata ITA in ossequio al diktat dell’Unione Europea di totale discontinuità con l’azienda dichiarata morta dall’Europa e sepolta da Draghi.

Giovedì sera ITA ha acquistato all’ultimo minuto per una cifra irrisoria, 90 milioni di euro, quel marchio Alitalia che solo due settimane fa era stato messo all’asta per 260 milioni di euro, cifra assolutamente congrua e che avrebbe potuto dare un po’ di ossigeno al ripianamento dei debiti Alitalia che ricadranno invece ovviamente sui cittadini italiani.

Ieri mattina, così, il primo volo della neonata compagnia ITA è partito con aerei con livrea Alitalia, con biglietti Alitalia, con personale che indossa divise Alitalia, con numero di volo AZ, cioè Alitalia.

E la discontinuità? Il solo fronte in cui è stata rigidamente applicata è quello dei lavoratori: da oltre 10.000 a 2.500, che sono stati riassunti con il jobs act e quindi senza tutela dal licenziamento; senza applicare l’articolo 2112 che garantisce, in caso di passaggio di mano da un’impresa all’altra, la garanzia del posto di lavoro a chi c’era prima; senza un contratto ma con un regolamento, visto che ITA come primo atto ha deciso di uscire dal contratto nazionale di lavoro di Assoaereo, con salari non negoziati che abbattono di oltre il 40 per cento quelli precedenti.

Un’operazione da pescecani che si sono gettati sulla preda fiutando l’odore del sangue, che se solo fosse stata compiuta da qualche padrone avrebbe fatto insorgere tutti, sindacati, politica, sinceri democratici. E invece l’operazione è stata condotta in toto da un rappresentante dello Stato italiano, perché ITA è una società ad intero capitale pubblico.

Quindi questa vera e propria truffa, questo attacco al contratto nazionale di lavoro, questo taglio drastico del personale, questo infischiarsene della legge, questa totale svendita di una compagnia di bandiera che aveva tutte le possibilità, se ben gestita e rilanciata, di tornare ad avere un ruolo importante nel trasporto aereo europeo e fare da traino anche a quella risorsa turismo con cui tanti con voce roboante si sciacquano la bocca, è stata pensata, voluta, realizzata in nome e per conto dello Stato italiano che è l’azionista unico della nuova azienda.

Non è dato sapere ancora quanto durerà ITA, nella feroce competizione internazionale, con una manciata di aerei e di personale prima di essere regalata a qualche compagnia europea.

La lotta dei lavoratori e delle lavoratrici Alitalia certamente non si fermerà, ci sono 8000 lavoratori che da oggi in avanti hanno bisogno non solo di tutta la nostra solidarietà ma di essere difesi e accompagnati in una vera e propria battaglia per l’occupazione, i diritti, la dignità del lavoro.

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