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Le casse private dei (o contro i?) medici

Partendo da un’esperienza personale, piuttosto deludente, vorrei portare all’attenzione alcune “cosette”, che riguardano i Medici, impropriamente ritenuti dei privilegiati.

Ci saranno pure coloro che lo sono e lo saranno sempre, perché non hanno scelto la professione convintamente nel rispetto della deontologia, ma certamente la maggioranza non è privilegiata e lo abbiamo visto in occasione dell’epidemia, perché siamo stati caricati di lavoro, di stress e di responsabilità immani e a niente sono servite le richieste di aiuto dirette al governo e alle Istituzioni, per aumentare la pianta organica di tutto il personale Sanitario che serve, di aumentare i posti letto in Ospedale, di implementare i servizi territoriali, senza ottenere niente di tutto questo, né aumenti salariali!

Ebbene a questo si aggiunge anche la beffa nel mio caso! Sono andata in pensione dal 1 Novembre 2021 e ancora non ho ricevuto la pensione, né il TFR, però in compenso ho ricevuto la richiesta di pagamento dei bollettini pensionistici ENPAM, quelli che obbligatoriamente dobbiamo pagare come cosiddetta “quota A”, tutti, sin dalla laurea.

Cioè è una quota parte che dobbiamo pagare sempre, nonostante non si lavori, perché un neolaureato in genere non lavora, e nonostante i contributi previdenziali gli ospedalieri li paghino già , direttamente dalla busta paga, prima all’Inpdap, adesso confluito in INPS.

Non solo. Ho ricevuto anche la richiesta, stavolta a titolo volontaristico di pagamento dei contributi ONAOSI, che è una fondazione che offre alcuni servizi ai figli di medici deceduti e anche ai medici che sono diventati invalidi.

La cosa strana è che mentre l’Enpam sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione del mio pensionamento, l’Onaosi lo deve aver ricevuto chiedendomi i contributi volontari, eppure l’Onaosi è in stretto collegamento con l’Enpam.

C’è da dire che io dall’Onaosi non ho mai ricevuto alcun servizio, non avendo figli e per fortuna non essendo “ancora” invalida, ciononostante mi si chiede di contribuire ancora, sebbene a titolo volontario. E indovinate di chi è la firma del presidente ONAOSI?

Del presidente Bianco, lo stesso che già percepisce una pensione come medico, lo stesso che è stato senatore della Repubblica PD, per ben due mandati e che quindi percepisce pure un vitalizio, e che come presidente di questa fondazione percepisce anche un compenso.

Vi allego la lettera, a dimostrazione di quanto ricevuto.

Ah, per inciso, per avere notizie sulla mia pensione, al Caf cui mi ero rivolta, nonostante le diverse sollecitazioni l’Inps non ha neppure risposto; figuriamoci a me, ho dovuto metterci un avvocato del Caf stesso e ancora nessuna risposta.

Mi chiedo e vi chiedo: chi ha lavorato onestamente, senza mai lucrare sulla Salute delle persone, secondo voi merita questo trattamento?

Chi vive di stipendio e basta, chi ha fatto anche sindacato come la sottoscritta, senza mai percepire nulla, a chi si deve rivolgere per avere la meritata pensione? Tra l’altro anche lo Stato si ci mette, chiedendomi arretrati per il 2018, ma come è possibile se le mie tasse sono tratte già alla fonte come dipendente ed ogni anno ero in accredito?

C’è molto da lavorare per mettere le cose a posto in questo paese.

P.S. dimenticavo di dire che invece il presidente dell’Enpam è Alberto Oliveti, da oltre 10 anni, medico di famiglia, e che per questo incarico da presidente, pare percepisca 560 mila euro l’anno. Mi chiedo, ma l’Enpam dovrebbe tutelare i medici, garantendo loro il giusto? A me non sembra che tuteli la categoria!

P.P.S. Mi auguro ci sia qualche giornalista, che pure ne ho tanti di “amici” sul mio profilo, che abbia voglia di fare un’inchiesta sui fondi pensionistici delle casse private, ma anche sui fondi delle casse Inps, per capire dove stanno gli inghippi che portano a tali anomalie.

Sappiatelo comunque, che la rassegnazione non è fra le mie virtù e i vari presidenti, loro sì privilegiati, dovranno prima o poi rispondere!

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