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Sondaggio. La guerra è apertamente “impopolare”

Pochi giorni fa l’istituto SWG di Trieste ha effettuato un ulteriore sondaggio sul sentiment della popolazione italiana nei confronti della guerra in Ucraina. Avevano smesso da tempo di farli perché la linea bellicista del governo e della maggioranza dei partiti presenti in Parlamento ne usciva sistematicamente bastonata.

Eppure nonostante mesi di martellamento e demonizzazione di chi si oppone alla guerra, di corrispondenze dal fronte ucraino unilaterali e ampiamente manipolate e poi di silenzio sul tema durante la campagna elettorale, il sondaggio SWG di pochi giorni fa ha confermato ancora una volta che la maggioranza della popolazione italiana – il 59% – chiede lo stop alla guerra e l’avvio dei negoziati. Solo il 17% sostiene la posizione oltranzista a sostegno dell’Ucraina e solo il 5% sostiene la posizione russa.

Adesso si comprende il perché tutti i partiti abbiano accuratamente evitato di parlare della loro posizione sulla guerra durante la campagna elettorale. Coloro che sono stati costretti a farlo perché incalzati dalle domande dei giornalisti hanno risposto al contrario di quella che viene confermata come volontà popolare di mettere fine alla guerra. Chi vuole continuare a coinvolgere il nostro paese nella guerra della Nato e sottrarsi ad un ruolo diverso che spinga verso le trattative non rappresenta più il paese.

Prima, durante e dopo la campagna elettorale, Unione Popolare ha preso apertamente posizione contro il coinvolgimento dell’Italia nella guerra, l’invio di armi, l’aumento delle spese militari.. Lo ha fatto con il voto delle deputate di ManifestA in Parlamento e con tante manifestazioni nelle piazze, anche per queste elezioni. Le forze politiche non sono tutte uguali, affatto.

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