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Lettera aperta alle compagne e ai compagni che vorrebbero votare Cinque Stelle

Care compagne, cari compagni, mi rivolgo a voi con cui condividiamo molte scelte a partire dal “no alla guerra e a Draghi”, e che avete dichiarato o pensate di votare Cinquestelle.

Vorrei proporvi un ragionamento sul quale spero molto che vogliate riflettere, prima di entrare nella cabina elettorale.

Credo che su tanti temi di fondo noi si sia d’accordo. Dal rifiuto della guerra e dell’Italia in guerra all’affermazione dei diritti sociali e dell’ambiente, dalla lotta contro la reazione sociale e politica che criminalizza i poveri ed il conflitto, alla necessità di ricostruire un paese devastato da liberismo, affarismo, mafie.

Penso che tra noi si sia d’accordo di considerare il draghismo non la soluzione, ma il coronamento dei mali autoritari e tecnocratici delle classi dirigenti di questo paese.

Per questo tutte tutti noi non ci siamo fatti incantare dalle finzioni elettorali del PD, che del draghismo è un architrave e che non può essere davvero alternativo alla estrema destra, che del draghismo è un prodotto e la continuazione in altre forme.

Voi non fate la scelta di votare il PD senza dirlo, come chi, in fondo vergognandosi della scelta, lo sostiene dichiarando il proprio voto per altre sigle satelliti di quel partito.

Però ora voi affermate che proprio per costruire un’alternativa al triumvirato di guerra di Draghi, Letta, Meloni, si debba votare Conte.

Ecco, secondo me qui sbagliate.

Io voglio dare credito alla rottura dei Cinquestelle con Draghi, penso che abbiano capito semplicemente che, continuando nel sostegno a questo governo, sarebbero scomparsi.

Voglio anche credere che da questa scelta possa derivare una maturazione positiva, che installi quel partito davvero a sinistra.

Non posso dimenticare però che quello stesso partito ed il suo leader hanno governato sinora con tutti gli altri partiti e con tutte le coalizioni. E che nelle enunciazioni di oggi sulla guerra e sulle scelte economiche e sociali restino ambiguità e differenze notevoli dal nostro comune modo di pensare, a partire dalla professione di fede euro-atlantica che noi respingiamo. E che in ogni caso finora da parte di Conte e dei Cinque Stelle non ci sia stato UN SOLO ATTO CONCRETO CONTRO LA GUERRA e la partecipazione dell’Italia alla guerra.

Capisco però che voi crediate, con il vostro voto, di contribuire a risolvere positivamente queste contraddizioni e di trasformare così le parole in fatti. E qui c’è la scelta sulla quale vi chiedo di riflettere.

I Cinquestelle in queste elezioni raccoglieranno molto meno dei voti del 2018, ma ben di più di quello verso cui stavano precipitando con il sostegno a Draghi. Con questa dimensione essi entreranno nel prossimo Parlamento, poi il resto lo determineranno le loro scelte politiche. Per le quali un uno o due per cento in più o in meno non conteranno nulla.

Invece per noi di Unione Popolare, che siamo sul confine del tre per cento, anche un solo voto conterebbe moltissimo.

Pongo pertanto questa domanda.

Per ancorare stabilmente nel campo dell’alternativa i Cinquestelle, non sarebbe utile la presenza in Parlamento di una forza come la nostra, che rappresenterebbe tutte le rotture necessarie con il potere e che non farebbe sconti a nessuno? E soprattutto potete dare una accreditamento fiduciario così forte a chi nel passato ha mostrato di incassare e ignorare i voti ricevuti da chi voleva una vera alternativa?

Compagne e compagni, questa volta un poco ironicamente sto proprio chiedendo un voto utile. Un voto che possa spostare il quadro politico e davvero ponga un primo mattone nella costruzione dell’alternativa.

Bisognerebbe proprio non disperdere il voto là dove in fondo è superfluo e invece usarlo al meglio con noi, per farlo pesare il più possibile.

Pensateci, magari correndo con la mente anche a tutte le lotte sociali e ambientali che dovremo costruire questo autunno. Alla mobilitazione per la pace, contro una guerra che avanza e si estende. All’antifascismo vero, non quello delle parate di palazzo, che dovremo riportare nelle piazze.

Vi chiedo di riflettere su tutto questo prima di votare. Un saluto e buone lotte.

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2 Commenti


  • Andrea

    Ho deciso di tornare a votare il prossimo 25 dopo all’incirca una ventina d’anni, confesso che ero uno tra i compagni indecisi se dare il voto a voi o ai 5S ma dopo avere visto il sostegno che avete ricevuto da alcune fra le poche personalità degne di nota di questo maledetto paese ho sciolto ogni dubbio e domenica il mio voto è vostro. Questa lettera non ha fatto che rafforzare la mia convinzione.
    Saluti comunisti.


  • Pasquale

    Voterò per fermare la guerra, l’invio di armi in Ucraina e l’aumento delle spese militari, per una prospettiva di uscita dalla Nato e magari anche per la dissoluzione definitiva della stessa.
    Voterò per un mondo migliore fatto di Pace, Uguaglianza e Solidarietà, dove non esisterà la discriminazione tra migranti di serie A con occhi azzurri e capelli biondi e migranti di serie B con la pelle nera.
    Voterò per destinare le maggiori risorse economiche alla crescita del benessere comune affinché nessuno rimanga indietro, alla sanità pubblica perché la salute è il miglior dono soprattutto per i poveri, all’istruzione così che ogni giovane cittadino possa scegliere il proprio futuro, a una autentica battaglia per la salvaguardia dell’ambiente.
    Voterò per una società anticapitalista che metta al centro l’uomo e non il profitto, il lavoro vero e sicuro e non sottopagato.
    Voterò per chi ha nel programma la difesa dei lavoratori e dei diritti universali.
    Voterò per i compagni di UP (Unione Popolare) oltre che per il miglior programma, anche per il coraggio di salutare ancora a pugno chiuso e definirsi di Sinistra se non, meglio ancora, Comunisti.
    Voterò loro con la speranza che il partito cresca qualunque sia il risultato, senza esasperare personalismi e leaderismi e sia capace durante il percorso di cercare, motivare e aggregare tutti gli altri compagni militanti e sparsi nella società civile. Sarà anche fottuto idealismo ma sicuramente è un voto utile per un’idea di società.

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