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La salute di Alfredo Cospito sta peggiorando rapidamente

Il quadro clinico di Alfredo Cospito, in sciopero della fame in carcere da quasi quattro mesi, si sta complicando dopo che ha deciso di interrompere l’assunzione di integratori in seguito al rigetto della richiesta di revoca del regime 41 bis da parte della Cassazione.

Lo riferisce il medico Andrea Crosignani che l’ha visitato nel carcere di Opera dove Cospito è attualmente detenuto. “Per la prima volta l’ho visto molto stanco, è arrivato da solo al colloquio camminando sulle sue gambe ma si è seduto sul lettino ed era veramente affaticato” ha comunicato il medico all’avvocato Flavio Rossi Albertini.

“Oltre all’acqua e al tè sta assumendo due cucchiai da minestra di zucchero e un cucchiaino di sale – prosegue -. Non sta più prendendo gli integratori col potassio e non prende le vitamine, invece continua a prendere un protettore gastrico. Riferisce dalla ripresa dello zucchero di avere avuto crampi addominali”.

Secondo quanto riferito dal dott. Crosignani, ha perso un altro chilo: “Ora pesa 70 kg che per un uomo alto un metro e 91 è un peso limite e ha un’atrofia muscolare marcatissima“.

Tuttavia “pressione e saturazione dell’ossigeno tengono” e anche l’elettrocardiogramma non mostra alterazioni. I valori degli elettroliti “sono bassi ma complessivamente stabili” anche se il medico ha avvertito il legale che gli esami risalgono al primo marzo “perchè quelli di stamane non sono disponibili”.

Il dotto. Crosignani ha chiesto all’avvocato difensore di Alfredo Cospito di “anticipare la visita alla metà della settimana prossima perchè la situazione si sta deteriorando rapidamente anche se la ripresa dell’assunzione dello zucchero la rende un po’ meno drammatica“.

Se la situazione clinica di Alfredo Cospito si va prevedibilmente aggravando, la situazione politica relativa alla richiesta di revoca del 41 bis ha visto addirittura la presa di posizione dell’Onu sulla condizione del prigioniero politico. La morte in carcere di Cospito a questo punto non mancherebbe certo di colpevoli e consapevoli nelle istituzioni decisionali.

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