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Cospito, reclamo contro divieto di leggere stampa locale

Il 3 ottobre sarà discusso davanti al Tribunale di Torino il provvedimento con cui la corte di assise di appello il primo agosto aveva prorogato la limitazione di acquistare giornali dall’area di provenienza per Alfredo Cospito, attualmente recluso nel carcere di Sassari Bancali in regime di 41 bis.

Nel reclamo gli avvocati Flavio Rossi Albertini e Maria Teresa Pintus ricordano che in Italia la stampa non può essere soggetta a autorizzazioni o censure e di fatto se ne impedisce la divulgazione vietando al destinatario del provvedimento di attingere alle notizie pubblicate liberamente dai giornali del luogo geografico di origine.

I legali affermano che vengono violati diritti tutelati dalla Costituzione. Cospito è imputato in diversi processi che si svolgono presso le sedi giudiziarie dei luoghi di origine. Si tratta di poter reperire informazioni che potrebbero essere utili alla sua difesa.

La mancanza di informazioni impedisce inoltre di poter reagire contro alcuni reati come per esempio la diffamazione. In questo modo il diretto interessato non può  chiedere la rettifica o la smentita di una notizia.

Il decreto di inibizione a leggere la stampa locale, aggiungono gli avvocati, non individua un pericolo in concreto bensì in astratto che attraverso la lettura il detenuto possa comunicare con l’esterno.

Esiste contraddizione nel sostenere che il detenuto in regime speciale riesce a mandare ordini all’esterno attraverso la lettura dei giornali locali e contestualmente si sostiene che l’applicazione del 41bis sarebbe dettata dalla necessità di impedire i contatti con l’esterno. Delle due l’una. O il 41bis impedisce i contatti con l’esterno o ciò che si vuole ottenere è ben altro.

Gli avvocati dì Cospito presenteranno anche un altro reclamo relativo a una questione non solo meno importante, ma che dovrebbe essere rubricata come scempiaggine dal momento che la direzione del carcere di Sassari ha bloccato due magliette mandate dalla sorella perché raffigurerebbero dei teschi.

In realtà si tratta di una maglietta dei Goonies e di un mostriciattolo di Dungeons e Dragons.

Insomma, siamo alle comiche. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Ma purtroppo bisognerà fare un’udienza anche su questo perché la pista anarchica è eterna. In un’epoca di repressione senza sovversione.

  * da Giustiziami

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1 Commento


  • Andrea Vannini

    Compagni liberi

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