“La verità distrugge la stupidità”, scrive Han Kang, Nobel per la Letteratura 2024, in “L’ora di greco” (Adelphi 2011). Citando una frase in greco antico dal sapore fortemente socratico, subito aggiunge: “Ma è poi vero? Quando la verità distrugge la stupidità, ne subisce l’influenza e si modifica? E allo stesso modo, quando distrugge la verità, anche la stupidità si incrina e va in pezzi?”.
Ecco che apprendiamo che i gruppi parlamentari di sinistra nell’Ue si sono accorti di quello che succede a Gaza.
Quello che accade a Gaza, – si legge in un comunicato stampa – ”non può più essere considerata una semplice emergenza: vi sono prove evidenti che si sta consumando un genocidio. Finora la Commissione e il Consiglio europeo non hanno reagito con l’urgenza e la determinazione che i nostri trattati, i nostri valori e le nostre responsabilità richiedono”.
Lo scrivono in una lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Kaja Kallas i gruppi dei Socialisti, Verdi e della Sinistra Ue.
Nella lettera i tre gruppi chiedono di garantire gli aiuti a Gaza, di applicare “un embargo alle armi” per Israele e di “sospendere l’accordo di associazione” con lo Stato ebraico.
Sì, è vero: la stupidità politica per quasi due anni ha impedito alla “sinistra” parlamentare italiana ed europea di battersi per la verità sulla Questione palestinese, sul diritto di esistere di un popolo, di dire forte e chiara la verità contro il governo Netanyahu, cioè contro le politiche genocide, scatenate attraverso la feroce colonizzazione della Striscia di Gaza – ma anche della Cisgiordania.
Le menzogne ultrasioniste sono state incrinate e andate in pezzi, ovunque nel mondo.
Con un comunicato che è niente più di un bacetto si è svegliata una “sinistra” intossicata dal frutto avvelenato del bellicismo.
La buona notizia è che la verità che ha distrutto le menzogne guerrafondaie è talmente forte nelle opinioni pubbliche europee da riuscire finalmente a svegliare anche Biancaneve e quei nanetti politici che la rappresentano.
Ce n’è anche una cattiva, però: non aspettatevi niente di più di questo. È il massimo che possono fare: cioè parlare di una lotta di liberazione dal colonialismo come una questione umanitaria, invece che politica.
Perché, oggigiorno, a Biancaneve e ai suoi nani i diritti politici, sociali ed economici interessano meno dei profitti, della finanza e della potenza militare.
* da Beh, Buona Giornata
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barrotes
Onestamente non credo si siano accorti del genocidio con 2 anni di ritardo e non credo la causa fosse semplice stupidità.
Credo abbia più a che fare con l’essere infiltrati, ricattati, corrotti e cooptati fino al midollo e non potersi permettere di dire alcunché.
Nelle ultime settimane si sono tutti svegliati, ma la curiosa e sorprendente sincronizzazione di tutti i partiti “progressisti” dà un senso ancor più farsesco a questo circo.
Secondo i sondaggi due terzi degli Italiani, benché popolo “antropologicamente conservatore” (per dirla con le parole di un famigerato conservatore filo-palestinese), ritiene Israele uno stato genocidiario.
Chiunque, nella politica come nella stampa come nei social, abbia coperto, sminuito, permesso la tragedia in corso merita una Norimberga. Il Partito Democratico (per citare un esempio) si è scavato la fossa e se l’è scavata perché probabilmente non poteva fare altrimenti, i livelli di infiltrazione erano tali che non v’era possibilità di scelta. Ora qualcuno al suo interno parla di genocidio, forse per tardiva vergogna o forse perché ha il terrore dell’oblio politico.
Non ci interessa. Abbiamo segnato TUTTI i nomi.
Pasquale
Per fermare questi pazzi sanguinari nazisionisti, l’unica vera soluzione, o forse la più incisiva, rimane la pratica del ‘BDS boycott’ il boicottaggio e l’interruzione dei rapporti commerciali, specie negli armamenti, e istituzionali da parte degli stati. Ma anche da parte di ognuno, nel proprio piccolo, fosse solo per le noccioline al market. Un sistema che fece paura al Sudafrica al tempo dell’apartheid e che fa paura adesso a Israele.