Ieri la nazionale di calcio italiana ha giocato la gara di andata, valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2026, contro la nazionale israeliana.
Di quello che è avvenuto nel rettangolo verde poco ci interessa, non è questo per noi che deve far notizia.
Quello che deve far notizia, invece, è la mobilitazione che c’è stata all’esterno: in tantissime città d’Italia, sotto le sedi della FIGC e non, ci sono stati presidi e manifestazioni per dire che con chi si macchia del sangue di un popolo oppresso non si può, anzi non si deve, giocare!
Con le azioni di ieri inizia il percorso, popolare e dal basso, che ci porterà alla manifestazione del 14 ottobre a Udine.
Manifestazione che chiederà a gran voce che la partita di ritorno non si giochi perché nelle nostre città non vogliamo dare spazio allo stato genocida israeliano.
Il Calcio, e lo sport in generale, è uno strumento utilizzato dai peggiori governi di questo mondo per ripulirsi la faccia e chi dice che la politica deve rimanere fuori dagli spalti e dal tifo sta facendo il gioco di questi governi.
Boicottare Israele ed escluderlo dalle competizioni sportive si può, prendiamo esempio dalle manifestazioni dei tifosi e delle tifose spagnole che durante le tappe de La Vuelta non hanno dato un attimo di respiro alla corsa arrivando a interromperla diverse volte.
Dobbiamo mettere alle strette le istituzioni sportive italiane affinché prendano posizione, Israele va fermato ovunque!




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