Il governo Meloni e la ministra Bernini hanno deciso che università e sanità non sono la priorità, come non lo erano per i governi precedenti che le hanno smantellate.
Un paese che avrebbe bisogno di spesa pubblica, in cui molti ospedali sono al collasso, in cui mancano medici e soldi per accedere alle cure, vede invece indicare come priorità l’aumento delle spese militari.
Il semestre filtro a Medicina, spacciato per superamento del numero chiuso, riproduce e aggrava la selezione in ingresso ai corsi. La ministra Bernini, di fronte alla contestazione di alcuni studenti di Medicina durante un dibattito alla festa di Atreju, ha ritenuto di liquidarli come “poveri comunisti”. Il paradosso di questo atteggiamento è ben riassunto nel corsivo della nostra Ipazia.
Il semestre trascorso e la gestione folle delle prove di accesso sono state un fallimento totale e un affronto alla dignità di migliaia di studenti e studentesse universitari, ora esclusi e lasciati nell’incertezza sul proprio futuro.
Migliaia di studenti in tutta Italia si sono riuniti per svolgere un esame-incubo, tappa finale di quelli che sono stati definiti gli “Hunger Games” della Bernini. La maggior parte dei partecipanti non sa se potrà “meritarsi” uno dei pochi posti disponibili o se sarà eliminata.
La ministra Bernini ha riproposto il numero chiuso, uno strumento di spietata selezione con cui si pretende di poter stabilire chi “merita” di studiare e si rende il diritto allo studio un privilegio. La cosa più grave, però, è che il numero chiuso esista nella facoltà di medicina, in un Paese in cui la sanità pubblica è ridotta allo stremo.
Una prima risposta però non ha tardato ad arrivare: “Servono medici e non bombe!. Prepariamo un nuovo anno di lotta contro i progetti di riforma dell’università, la Ministra Bernini, il governo Meloni!” annunciano gli studenti universitari di Cambiare Rotta che ieri hanno manifestato in piazza Vidoni, nei pressi del Senato.
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