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Caro Gigi, madre terra ti sarà sicuramente lieve

Ciao Luigi Rosati, Gigi Centocellaros.Militante del movimento della sovversione sociale in Italia negli anni 1967-1981, dirigente del gruppo comunista della sinistra extraparlamentare Potere Operaio e al suo scioglimento, dell’organizzazione politico-militare Formazioni Comuniste Armate (FCA) che fino al 1976 si era prima espressa con una varietà di sigle di cui le tre principali Lotta Armata per il Comunismo, Lotta Armata per il Potere Proletario, Guerra di Classe per il comunismo; e dopo la chiusura dell’esperienza FCA, con il Movimento Comunista Rivoluzionario (MCR).

Aveva scontato per questo condanne giudiziarie e carcere speciale.

In Francia dal luglio 1981, come rifugiato politico, entra a far parte, nel 1985, del comitato di redazione del mensile «terzomondista» Afrique Asie. Con lo pseudonimo di Luigi Elongui, si specializza sui fondamenti culturali delle musiche dei Sud mondo in particolare africane, dirigendo la rubrica Cultura e quella politica Africa Centrale/Grandi Laghi fino al 2017, data della chiusura del giornale.

In quanto esperto di culture musicali, collabora a numerose riviste, tra cui Le Monde de la Musique e Répertoire.

Nel 2012, fonda insieme a Michel Sitbon l’Agenzia d’informazione e svolge un’attività di giornalista d’inchiesta sulle manipolazioni comunicazionali del governo della Repubblica Democratica del Congo-RDC, volte a screditare il Movimento del 23 Marzo (M23).

Nel 2021, è tra i fondatori del supporto su web Guerre Moderne, che individua nello sterminio dei civili l’elemento principale degli attuali conflitti.

Alla ripresa delle pubblicazioni d’Afrique Asie – con il nuovo titolo 2A La Voix des Non-Alignés -, a giugno del 2023, ricomincia a collaborare con le stesse funzioni. Dal 2020 collabora con la Rivista Nuestra America, con il giornale il Faro di Roma e scrive vari articoli, documenti di politica internazionale e libri.

L’esperienza nazionale dei Centocellaros assomiglia alla Rosa di Gerico, la pianta medio orientale della resurrezione che ritorna a nuova vita dopo essere appassita. Leggenda che può essere utilizzata anche per ricordare che il conflitto di classe conosce alti e bassi ma non si spegne mai, finché la società resta una società dominata dalle leggi di sfruttamento del capitale.

Ricordiamo Luigi, il nostro Gigi, come nei versi di Marti,\ per l’amico sincero per la persona che amiamo e chi ci ha amato. Ma lo facciamo sempre con Marti, anche per il crudele che ci strappa il cuore, per il nemico potente spietato e organizzato che abbiamo combattuto con determinazione e che abbiamo ancora davanti e combattiamo. Ma attenzione non abbiamo mai voluto porgere l’altra guancia e non la porgiamo. Porgere l’altra guancia non fa parte della nostra storia e della nostra cultura politica.

La Rosa Bianca di Marti dedicata al nostro Gigi e l’anticipazione dell’uomo e del mondo nuovo che dobbiamo costruire, con pazienza e impazienza al tempo stesso.Ma tutta interna al movimento storico del divenire storico necessario e possibile, senza avventurismi, settarismi e stupidi ribellismo ma recuperando la grande riflessione della prospettiva del movimento comunista internazionalista.

Ciao caro Gigi, ciao Rinaldo, la terra saprà sicuramente esserti lieve.

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1 Commento


  • Enza Biancongino

    Ho appreso con dolore della scomparsa del caro Luigi. L’ho conosciuto a Parigi, ci incontravamo ogni anno. Anche se recente il nostro legame è diventato subito forte, come accade a chi si riconosce essere dalla stessa parte. Ci mancherà moltissimo.

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