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La fabbrica delle lauree facili

La privatizzazione e la “volatilizzazione” dell’Università. In Italia esistono 11 università telematiche, di cui 10 sono private. Le più grosse sono state approvate dal governo Berlusconi III, nel 2006, con la Ministra Letizia Moratti. Si tratta di Università Pegaso, la più grande per numero di iscritti in Italia, Università Mercatorum e Università San Raffaele Roma.

Queste tre Università sono di proprietà del gruppo Multiversity, controllato dal fondo di private equity Cvc Capital Partners, quotato alla Borsa di Amsterdam. Tra gli amministratori di Cvc sono presenti Steve Koltes e Rolly van Rappard, i cui nomi erano inseriti nel noto Little Black Book di Jeffrey Epstein, mentre tra gli azionisti, oltre ai soliti BlackRock e Vanguard, compare Blue Owl Capital, società legata al fondo KKR che in Italia ha fatto ampio shopping.

Le altre due Università telematiche con un notevole numero di studenti e studentesse sono Università eCampus e Università Niccolò Cusano. La prima fa capo a Francesco Polidori, storico fondatore di CEPU (Studium Srl), accusato di bancarotta e frode fiscale, per cui ha subito un sequestro preventivo per 28 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati figurava anche la sede dell’Università eCampus a Novedrate (Como), un immobile di grande valore che, secondo l’accusa, sarebbe stato acquistato con denaro distratto dalle società fallite. Nonostante tali vicende, Polidori ha acquistato anche la Link University.

L’Università Niccolò Cusano “appartiene” a Stefano Bandecchi, sindaco di Terni e creatore della Pingue S.r.l. e di altre società a cui è conferita la proprietà dell’Università. Anche Bandecchi è al centro di varie vicende giudiziarie, l’ultima è l’indagine della Procura di Roma, denominata operazione “Gold University”, scattata nel gennaio 2023. La Guardia di Finanza ipotizza un’evasione fiscale da circa 20 milioni di euro.

Secondo gli inquirenti, l’Università Cusano avrebbe abusato del regime di esenzione fiscale previsto per gli enti che svolgono attività di formazione. Nel gennaio 2023 è stato disposto un sequestro preventivo di circa 20 milioni di euro nei confronti di Bandecchi e di altri vertici dell’ateneo. Tra i beni finiti sotto la lente degli inquirenti figurano auto di lusso (una Rolls Royce e una Ferrari) e un elicottero, che secondo la finanza venivano utilizzati per scopi privati o commerciali ma intestati all’università per scaricarne i costi e non pagare le tasse.

Mi sembra un panorama davvero sconcertante che ha avuto e ha, a mio parere, troppe connivenze non solo nel mondo politico ma anche in quello accademico. Stiamo approdando alla finanziarizzazione dell’Università.

* da Facebook

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