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Il dato materiale della guerra. Dentro casa nostra…

Circa 500€ di bollette. Di cui 350 solo di gas, nonostante io usufruisca del Bonus Energia per un Isee pari a zero. Tuttavia in una casa-frigorifero come la nostra, e con infissi vecchi, purtroppo disponiamo di vecchissime stufe a muro che determinano un consumo elevatissimo durante i mesi invernali più freddi.

Ad ogni modo per me e per la mia compagna una cifra proibitiva da pagare, se si pensa che viviamo con 600€ al mese o poco più; e qualche aiuto di mia madre. Una cifra folle per persone indigenti, che non abbiano neanche quell’aiuto.

Un disastro sociale che però ha un’origine, anzi una causa ben precisa. La delirante guerra che quest’Europa criminale e guerrafondaia ha deciso di perseguire e proseguire contro la Russia per interposto paese, con annesso massacro di innocenti. Ovvero quell’Ucraina del cui popolo e della cui libertà – diciamolo con chiarezza – ce ne fottiamo allegramente.

L’unico vero obiettivo – ormai confermato da rapporti e documenti economici, finanziari e politici – è la ristrutturazione industriale di un Vecchio Continente e di una Ue fallita in tutte le sue filiere e catene di approvvigionamento. E il cui Capitale non trova più alcun settore di valorizzazione.

Un default strategico, imprenditoriale e finanziario che porta come tragica conseguenza la conversione del settore industriale in asset per la difesa e la fabbricazione di armi. E come corollario un aumento di spesa sul Pil impressionante, pari al 5%. Da devolvere soprattutto ai “poveri” Stati Uniti d’America in crisi strutturale.

Il risultato di una guerra scoppiata proprio a causa del gas e di quell’energia di cui l’Occidente ha sempre più un bisogno vitale. Ci si voleva appropriare nuovamente del mercato russo e delle sue riserve e materie prime – come ai tempi di Gorbaciov e della marionetta alcolizzata Eltsin – ma soprattutto non si poteva consentire alla Russia di vendere gas a basso costo all’intera Europa. Principalmente gli Stati Uniti non potevano consentirlo.

Non è certamente un caso peraltro se la dipendenza energetica europea è completamente cambiata dall’inizio delle ostilità in Ucraina. Basterebbe dare un’occhiata a qualche dato. Nel 2021 l’UE importava circa il 40% del gas dalla Russia. L’Italia era intorno al 38–40%. Dopo il 2022 si è registrato inesorabilmente il crollo delle forniture via gasdotto (North Stream 2) e quale effetto il boom del GNL, soprattutto da USA e Qatar. Con esso, l’aumento consequenziale della volatilità dei prezzi TTF.

Appare quindi fin troppo evidente – tranne per gli imbecilli e i fanatici dell'”europeismo”, indottrinati o infarciti di ottusa ideologia – come il conflitto e le sanzioni abbiano inciso in modo significativo sul prezzo del gas. Una guerra la cui origine va rintracciata nelle logiche imperiali da sempre poste in essere dagli Usa; e nell’illusione odierna dell’Unione Europea di trasformarsi in un nuovo polo imperialista.

Illusione naufragata sulle coste del Mar Nero e sul fronte russo. Storicamente valicabile, ma da cui è raro tornare vincenti. Illusione frantumatasi sulle aguzze scogliere della stupidità di una classe dirigente continentale in preda a un fanatismo d’altri tempi.

Una guerra cominciata con il sovvertimento del governo legittimo di Yanukovich e con Euromaidan. Yanukovich: la cui principale “colpa” fu quella di aver firmato un accordo proprio sul gas con Putin e Gazprom.

E allora via ai finanziamenti per rivoluzioni colorate nei paesi confinanti con l’ex impero sovietico. Via libera ai nazisti di Pravy Sektor, Svoboda e Battaglione Azov. Via libera ad un comico cocalero come Presidente e al governo fascistoide di Kiev. Via libera al sabotaggio del North Stream 2 e ai cessi d’oro.

Ma soprattutto via libera ad una classe politica, intellettuale e mediatica – in Europa – dimentica dei principi democratici basilari, corrotta, venduta alle ragioni del complesso militare-industriale o peggio completamente beota. Ceto dirigente egregiamente rappresentato da personaggi grotteschi e tragici del calibro di Calenda, Picerno, Parenzo, Molinari. E si potrebbe continuare…

La crisi sistemica di un Capitale speculativo incapace di autovalorizzarsi è ben espressa d’altro canto dalle guerre che l’Occidente neo-coloniale in affanno sta conducendo in Europa e in Medio Oriente. Con l’orribile genocidio dei palestinesi per corollario, a protezione dei nuovi interessi amerikani.

Un Occidente che non vuole perdere la sua egemonia. Un Occidente, tuttavia, la cui sponda europea è ormai un Mar Morto senza possibilità di rianimazione alcuna. Alla canna del gas, se mi si passa il cupo sarcasmo. Insomma il “fuck Ue” della Nuland sta per ora tutto in queste bollette.Ma può andare peggio…

E allora, di fronte ad un tale disastro sentir parlare di errori tattico-strategici; ascoltare o leggere sofismi quando durante una manifestazione i figli delle periferie prendono a calci due sbirri mi fa ribollire il sangue nelle vene. Altro che spaccare tutto… 

Una rabbia fredda, se ci penso, mi sale. Perché solo chi ha il culo coperto o una gretta mentalità moralista e borghese può pensare che la miseria sia sostenibile con pacifiche manifestazioni di piazza in assenza di conflitto.

Perché cinquecento euro di bollette, quando si dovrebbe campare con seicento, sono un’umiliazione. Un affronto alla dignità. E in definitiva un crimine contro l’umanità. La miseria stessa è un crimine contro l’umanità.

Soprattutto quando un solo uomo, certo Elon Musk, possiede un patrimonio interamente versato di ottocento miliardi di dollari. Il Pil dei Paesi Bassi. Quinta potenza europea. Un dato materiale che affossa di fatto qualsivoglia utopia “democratica”.

Bastardi. Spero che se a pagare non sarete voi, che possano pagare almeno i vostri eredi. Perché se una cosa ci ha insegnato la tragedia greca, culla di quella cultura occidentale che tanto vi piace celebrare, è che la Nemesi storica prima o poi colpisce tutti.

P. S. Manderò le bollette a Calenda o a Picierno. Che le paghino loro...

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