Martedi saremo in piazza, contro l’aggressione all’Iran ma anche per dire NO ai servili complici italiani dell’aggressore.
Ci sono le grandi potenze che scatenano i loro arsenali militari contro paesi più deboli e popoli spesso indifesi. E poi ci sono i loro servi all’interno dei singoli paesi alleati che plaudono ad ogni bomba, omicidio o sequestro che legittima la supremazia militare e la guerra come cardine dell’ordine internazionale fondato però solo sulle “loro” regole.
Quanto stiamo vedendo sull’Iran ripropone questo copione, spesso con gli stessi personaggi e le stesse ambiguità di sempre.
Da sabato mattina le forze armate degli Stati Uniti e di Israele hanno proceduto ad una aggressione militare unilaterale contro l’Iran.
I pretesti utilizzati per questa aggressione somigliano molto a quelli già usati contro nel recente passato contro l’Iraq (le inesistenti armi di distruzione di massa) o contro la Libia e la Jugoslavia (protezione umanitaria dei civili).
L’ordine di scuderia partito da Washington e Tel Aviv è quello di definire come “attacco preventivo” quella che invece è una chiara – e illegale – aggressione militare da questi due decisa unilateralmente, tra l’altro mentre erano ancora in corso dei negoziati mediati dall’Oman.
Il problema è che in Italia ci sono forze politiche e redazioni dei mass media ampiamente disponibili a servire queste due potenze e ad assecondarne in tutto e per tutto gli input politici e mediatici.
E qui veniamo all’ignominia vera e propria.
Martedi prossimo uno schieramento che va dai fascisti di Fratelli d’Italia e alla Lega fino ai piddini di Sinistra per Israele, passando per Renzi, Calenda, radicali, organizzazioni ebraiche e sioniste, monarchici iraniani etc. saranno tutti insieme in Piazza SS Apostoli chiamati dall’ultrasionista “Comitato 7 Ottobre” per sostenere “L’Iran Libero” e lo faranno mentre sono in corso i bombardamenti Usa e israeliani su quel paese. Una chiara legittimazione dell’aggressione militare in corso.
Non c’è da meravigliarsi troppo, perché si tratta degli stessi che hanno legittimato – e in alcuni casi addirittura negato – il genocidio in corso contro il popolo palestinese da parte di Israele.
Quello stesso cinismo che abbiamo visto su Gaza, quella predisposizione a normalizzare l’orrore per rendersi complici di chi lo produce, oggi lo stiamo vedendo anche mentre si bombarda un paese indipendente come l’Iran.
Martedi pomeriggio il governo più complice e servile di Usa e Israele degli ultimi trenta anni, manderà avanti in piazza i suoi ascari peggiori.

L’opposizione del campo largo farà altrettanto, confermando quella complicità bipartisan che abbiamo già visto all’opera sulla guerra in Ucraina, il genocidio a Gaza, il sequestro del presidente venezuelano Maduro, lo strangolamento economico e navale di Cuba.
Martedi 3 marzo in piazza ci andremo però anche noi, dando vita ad una netta contrapposizione politica e morale con il raduno di SS Apostoli, ma la nostra contromanifestazione avrà un obiettivo ben diverso: l’ambasciata degli Stati Uniti.
L’appuntamento per chi sente crescere l’indignazione, per chi si oppone alla guerra e alle aggressioni, per chi intende dire un NO chiaro e tondo ai servili complici italiani dei guerrafondai, è martedi 3 marzo alle ore 18.00 all’ambasciata USA in via Bissolati. Alla stessa ora una manifestazione analoga si svolgerà anche a Milano sotto il Consolato degli Stati Uniti. Non un passo indietro.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
