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Montecitorio dentro e fuori. L’automatismo della guerra e la pace in piazza

Mentre la premier Meloni riferiva in Parlamento sulla crisi internazionale, davanti a Montecitorio il Comitato per il NO sociale al referendum del 22/23 marzo spiegava ai giornalisti le ragioni della manifestazione nazionale del prossimo 14 marzo sulla quale stanno aumentando le adesioni.

Fin troppo evidente il contrasto di visione e contenuti in questi due momenti svoltisi a poche decine di metri di distanza.

In piazza Montecitorio i rappresentanti di Potere al Popolo, Unione Sindacale di Base, Global Sumud Flottiglia, associazioni palestinesi, Studenti di Cr e Osa, Movimento per il Diritto all’abitare, hanno articolato le argomentazioni per cui si dà indicazione di votare NO al referendum, ma anche perché la manifestazione del 14 marzo sarà chiaramente una manifestazione di un pezzo di società contro ogni coinvolgimento dell’Italia nella guerra, un no all’aggressione israelo-statunitense contro l’Iran e ad un governo liberticida.

Una posizione questa totalmente diversa dalle comunicazioni piene di ambiguità declamate della premier in Parlamento.

Intervenendo alla Camera la Meloni ha affermato che il suo “Non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un governo isolato in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese”.

In un altro passaggio ha fatto esplicitamente richiesta di una convergenza bipartisan con l’opposizione per affrontare questa crisi internazionale che rischia di sfociare in una guerra di vaste proporzioni.

Ha poi affermato che “È in questo contesto di crisi strutturale del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano”, ha quindi sottolineato. “Un intervento a cui l’Italia non prende parte e non intende prendere parte.”

Indecentemente, la Meloni ha affermato che la destabilizzazione in Medio Oriente è iniziata il 7 ottobre 2023 con l’attacco palestinese al territorio israeliano e che questa è stata tutta colpa dell’Iran. Ovviamente neanche una parola sul genocidio israeliano contro i palestinesi.

Se volessimo sintetizzare possiamo dire che la premier ha affermato cinque cose significative: la guerra non è colpa mia o del mio governo; chiedo il coinvolgimento dell’opposizione per gestire una fase critica; USA e Israele si muovono fuori dal diritto internazionale ma in qualche modo vanno capiti perché stanno bombardando l’Iran che ha tutte le colpe della instabilità in Medio Oriente; l’Italia non prende parte alla guerra perchè nessuno ce l’ha chiesto; la soluzione diplomatica e la cessazione del fuoco dipendono però solo dall’Iran e non anche da USA e Israele.

Nel mondo alla rovescia descritto in aula della Meloni c’è stato poi un passaggio fondamentale: “Le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore”. Su questo la Meloni dice il vero, perché tutti i governi hanno sempre consentito agli USA di poter utilizzare le basi militari presenti in Italia per le loro guerre, anche quelle illegali.

Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe – sempre in virtù di quegli accordi – al governo”, ha ricordato la Meloni.

Ma, su questo punto ci ha tenuto a chiarire che il governo in quel caso, chiederebbe al Parlamento di pronunciarsi in merito… chiarendo poi che ad oggi “non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso”.

Dunque non è arrivata nessuna richiesta ufficiale dagli USA, ma intanto le forze armate statunitensi o i loro droni continuano a utilizzare tranquillamente le basi militari presenti sul territorio italiano per le comunicazioni, lo spionaggio, i rifornimenti e la logistica della loro flotta e dei loro militari sul teatro di guerra in Medio Oriente.

Per tutto questo gli Stati Uniti non hanno chiesto alcuna autorizzazione né dal governo sono arrivate richieste di spiegazioni sui movimenti verso e dalle basi militari USA in Italia.

Siamo nuovamente di fronte alla maledizione degli automatismi previsti dai trattati internazionali che l’Italia ha firmato – sia con gli USA che con la Nato e la Ue – e che nessun governo ha mai pensato di rivedere, rinegoziare o disdettare. E sono proprio questi automatismi – che scattano ancora prima che il Parlamento abbia il tempo di discuterne – a tirare l’Italia dentro le guerre degli altri quasi senza essersene accorti.

Diventano quindi decisivi sia il risultato del referendum del 22 e 23 marzo che la mobilitazione in piazza del 14 marzo. La tabella di marcia di questo governo che ci trascina sul piano inclinato della guerra e della regressione democratica e sociale va ostacolata e interrotta, con ogni mezzo necessario.

Qui di seguito le adesioni alla manifestazione nazionale del 14 marzo. La partenza sarà alle 14.00 da Piazza della Repubblica per concludersi a Piazza San Giovanni.

Realtà promotrici:
Potere al Popolo; Unione Sindacale di Base; Contropiano; Movimento per il diritto all’abitare; Collettivo autonomo lavoratori portuali – CALP; Cambiare Rotta; Collettivi Autorganizzati Universitari – CAU; Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli – MMRN; Opposizione Studentesca d’Alternativa OSA; Ex-OPG Je so’ Pazzo; Donne contro la guerra e il genocidio; Ecoresistenze; Ecologia Politica – Napoli; No Ponte Calabria; Rete dei Comunisti; Studenti Autorganizzati Campani

Realtà Aderenti:
Global Movement to Gaza
Movimento Studenti Palestinesi in Italia
Unione Democratica Arabo Palestinese – UDAP
Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata
Coordinamento per l’Unità dei Comunisti – CUC
DiEM25 – MERA25 Italia
CRED – Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia
Comitato Pace e non più Guerra
Lega per il Disarmo Unilaterale
Osservatorio Repressione
Arci Roma
Assemblea No Tav Torino e Cintura
Cantiere (Milano)
La conoscenza non marcia
Rete No war
Statunitensi per la pace e la giustizia
CSOA Macchia Rossa (Roma)
Associazione Vitadidonna – Odv
Ass. Naz. Per la scuola della Repubblica – Odv
Strasaffica*
Donne de Borgata
Coniare Rivolta
Collettivo Autogestito Dottorandi
CSOA Cortocircuito (Roma)
Pietralata Unita (Roma)
Comitato per la salute pubblica – Tiburtina (Roma)
Circolo Granma (Bologna)
Officina del Popolo Valerio Evangelisti (Bologna)
Collettivo X (Roma nord ovest)
Collettivo 26×1
Faenza per la Palestina – BDS Faenza
San Pietro Pubblica e Solidale – BO
Circolo Agorà (Pisa)
Difendiamo il verde e il territorio. No Grandi Eventi (Torino)
Coordinamento Disarmiamoli (Umbria)
Moschea Omar (Torino)
La Comune (Ravenna)
Pratello R’Esiste (Bologna)
La Casona di Ponticelli (Bologna)
Le Tre Ghinee Aps (Roma)
Collettivo dei 100 fiori (Verona)
Comitato Articolo 11 – l’Italia ripudia la guerra (Bari)
Balia dal Collare (Rieti)
Ass. I Cittadini Contro Le Mafie E La Corruzione
Rhosso di Sera (Rho)
Coordinamento Cessate Il Fuoco (Imola)
Bar Pickwick (Palermo)
Rotta Rossa
Casa del Popolo Estella (Torino)
Ravenna in Comune
Rete Docenti per la Palestina Bologna
Coordinamento Nazionale Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati
Associazione La Rossa (Lari – PI)
Circolo Arci Lari (PI)
Casa del Popolo “Peppino Impastato” (Palermo)
Comitato Besta (Bologna)
Comitato Palestina Ivrea
Balla e Difendi Crew (Bologna)
Polisportiva Edera (Bologna)
Emilia por Cuba
Comitato Palestina Siena
Partito Comunista Italiano
Rete Senese Contro Il Riarmo (Siena)
Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba – circolo “Sado Sadovski” Senigallia
Comitato No Corridoio Roma-Latina
Casa del Popolo Rosa Luxemburg (Cagliari)
Rete Sociale Nobox – Diritto alla Città (Napoli)
Associazione Viartisti Teatro (Torino)
Casa del Popolo di Marano (Napoli)
Circolo culturale marxista Centocelle (Roma)
Casa del Popolo La Conviviale (Vasto)
Unione Portuali Autonomi Dorici (Ancona)
Catai (Padova)
Ca’ Luisa, Casa del popolo di Marghera (Venezia)
Casa del popolo Silvia Picci (Lecce)
Casa del Popolo Marielle Franco (Pavia)
Circolo Città Aperta- Spazio Ribelle (Milano)
Organizzazione per il partito comunista del proletariato
Associazione di Base dei Consumatori (A.Ba.Co.)
Comitato No Bretella Cisterna (Valmontone)
Circolo La Spinosa per l’Ambiente (Velletri)
Urss atleti socialisti (Bologna)
Giuristi Democratici Bologna
Comitato di quartiere “Calvairate a piena voce” (Milano)
Movimento ALI (Amore, libertà, intervento)

Singoli aderenti:
Marina Boscaino
Nicoletta Dosio
Arturo Salerni, avvocato
Elisabetta Canitano
Renata Puleo
Michele Lancione, Professore Ordinario Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST). Politecnico di Torino
Franco Bifo Berardi
Valerio Minnella
Alberto Fazolo
Paolo Mauriello, avvocato
Italo Di Sabato
Giampiero Calapà, giornalista
Stefano Latella, avvocato
Valerio Cordiner, Docente
Giulia Druetta, avvocata del lavoro
Osvaldo Costantini, Docente
Mario D’Acunto, fisico e saggista
Nazzarena Zorzella, avvocata
Beatrice Bardelli, giornalista
Mara Ghidorzi, sociologa e attivista politica
Fabrizio Pia
Claudio Ortale
Gino Viero – SPI 3 Lega Roma
Lili Geraci
Oxana Isutina
Flavio Novara
Valerio Camela
Francesco Ladu
Daniela Gigante
Federico Sciucca
Erik Castello
Stefania Sanna – Coordinamento No Triv Basilicata
Jalna Maria Rossi, attivista BDS e SPG
Linda Di Pietro
Agostino Rione
Sebastiano Di Mario
Dario Rossi, avvocato del foro di Genova
Giuseppe Musolino, presidente Un’altra storia – Varese
Tiago Barsan
Giulia Pintucci
Antonella Lauria
Elisabetta Marconi
Antonio Marcelli Salaris
Simone Vella
Cinzia Di Giosaffatte
Angelita Russo 

 

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