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L’assemblea per Cuba a Roma rilancia la manifestazione nazionale dell’11 aprile

Si è svolta ieri l’assemblea chiamata al Nuovo Cinema Aquila, a Roma, per rilanciare la manifestazione nazionale dell’11 aprile, chiamata dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, a cui hanno risposto una lunga lista di personalità e organizzazioni sociali, sindacali e politiche. Il grande moto di sostegno all’isola strozzata dall’assedio statunitense è stato sottolineato dall’introduzione dell’Associazione stessa, che ha anche ricordato la lunga storia di solidarietà italiana col popolo cubano.

Nella sala era presente anche l’ambasciatore cubano in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar. L’ambasciatore ha espresso parole di gratitudine alle tante iniziative di sostegno che hanno costellato la vita politica di tutto il paese. Ha anche fatto eco allo slogan con cui è stata indetta la manifestazione, ovvero “Cuba non è una minaccia”, mentre ha fatto presente che il rischio di un’aggressione diretta all’isola rimane, e che non va abbassata la guardia.

L’ambasciatore si è detto certo che l’Italia avrebbe messo in piedi una straordinaria rete di solidarietà con Cuba, avendo osservato le manifestazioni oceaniche contro il genocidio in Palestina. La chiarezza con cui ha collegato l’aggressione genocida dell’imperialismo nel Vicino Oriente e quella all’alternativa cubana ha messo al centro il nodo della resistenza antimperialista.

Il tema era già stato citato da Luciano Vasapollo, della Rete dei Comunisti. Vasapollo, dopo aver ribadito la necessità di fare in modo che la manifestazione unitaria dell’11 aprile intercetti quante più persone possibili, dai sostenitori della transizione socialista a chi è schifato dai crimini di Washington, ha messo in risalto che Cuba continua a sostenere una soluzione diplomatica ai contrasti con gli USA, ma senza cedere un millimetro sull’autodeterminazione del popolo cubano.

L’Unione Sindacale di Base, con Stefano De Angelis, ha segnalato che anche tra i lavoratori c’è una forte sensibilità per la situazione che vive Cuba. Del resto, ancora oggi molti medici provenienti dall’isola sostengono la sanità pubblica in Calabria, e ciò rende evidente che quello che rappresenta Cuba è un modello diverso e più giusto: “se viene attaccata Cuba viene attaccata la speranza di un mondo diverso“.

Senza elencare tutti gli interventi di un’assemblea che è durata quasi due ore, va segnalata la presenza di Giulia Calò per Potere al Popolo, appena tornata da Cuba come parte della delegazione della forza politica, e l’intervento delle organizzazioni giovanili OSA e Cambiare Rotta, che hanno dato avvio a una campagna di raccolta di materiale tecnologico e continuano la raccolta farmaci, come fa anche l’USB con la campagna “Un farmaco per Cuba”: una raccolta fondi per l’acquisto e l’invio di farmaci essenziali a ospedali e presidi sanitari.

C’era anche Nicoletta Grieco per la CGIL, che ha reso conto di oltre 270 mila euro raccolti dalla campagna “Energia per la vita”. I soldi verranno usati per acquistare accumulatori e pannelli solari per garantire maggiore autonomia energetica all’isola. È intervenuto anche Dario Carotenuto, deputato tra le fila del Movimento 5 Stelle, che ha confermato la sua presenza alla manifestazione nazionale.

Ci piace chiudere con la citazione di alcune parole di Loredana Minà, moglie del giornalista Gianni Minà, di cui è da poco passato il terzo anniversario della scomparsa. Loredana, per capire il legame di Gianni con Cuba, ha invitato a rileggere Fidel. Un dialogo lungo 30 anni. Ha poi messo in risalto come il lavoro di suo marito abbia tentato, anno dopo anno, di smascherare la guerra cognitiva e psicologica degli Stati Uniti.

Su Cuba, l’imperialismo USA ha testato per anni le proprie strategie di comunicazione per manipolare l’immagine del governo Socialista nel resto del mondo, perché Cuba rappresenta per Washington una “tremenda ossessione“, dato che esprime un’alternativa sistemica alla “democrazia e libertà occidentale fondati sulla spoliazione“.

Loredana ha infine sottolineato anche che la Rivoluzione cubana ha vinto perché si è accompagnata ad altre due rivoluzioni complementari, quella contadina e quella delle donne. In un certo senso, ha detto, l’anomalia cubana dà fastidio anche a molta sinistra occidentale, che fa finta che l’emancipazione delle donne sia una conquista “occidentale”.

Cuba, ha concluso, era un’isola che non aveva nulla, e ha fatto della solidarietà la sua forza. Ora quella solidarietà va restituita indietro. Per questo l’assemblea ha rilanciato con forza e in maniera unitaria una grande partecipazione alla manifestazione nazionale dell’11 aprile. Il concentramento è al Colosseo, alle ore 15. Riempiamo le strade di Roma con bandiere cubane!

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1 Commento


  • Nicoletta Grieco

    Salve,
    per favore, potete rettificare, il mio nome è giusto Nicoletta Grieco, ma sono dell’Area Politiche Europee ed Intrenazionali della CGIL (non più FPCGIL) e mercoledì rappresentavo la CGIL nazionale. Grazie

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