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Il campo del “ma anche”

Giuseppe Provenzano, fedelissimo di Elly Schlein e responsabile della politica estera del PD, ha dovuto riaffermare sul Corriere della Sera la posizione del suo partito su riarmo e guerra.

Dopo il bombardamento mediatico contro Conte, che aveva osato affermare che la minaccia russa è una invenzione del partito delle armi e della guerra, il PD, che ha una posizione opposta, non poteva tacere.

È vero che la tattica che Schlein ha in comune con Giorgia Meloni è quella dei sommergibili: inabissarsi subito di fronte a ciò che può essere una minaccia, ma stavolta la pressione del palazzo era troppo forte. Volete governare ? Allora dovete garantire che quelle di Conte siano solo parole. Le stesse che ogni tanto borbotta Salvini, per poi obbedire a Meloni.

Così è toccato a Provenzano ribadire che la Russia è sicuramente una minaccia e le armi in guerra si devono inviare. Poi ci deve essere anche la diplomazia , ma intanto si spara.

Quanto al riarmo, l’esponente PD ha detto che il 5% del PIL è insostenibile, lo afferma anche Giorgetti, ma l’alternativa non è il disarmo, bensì “la difesa comune europea”. Cioè un debito comune europeo che finanzi tante belle cose, ma anche le armi se serve.

E per non restare troppo nel fumo, Provenzano ha affermato che il PD è per ricorrere al famigerato SAFE, il prestito europeo per comprare armi che persino il Governo Meloni finora ha cercato di evitare.

Insomma Provenzano ha ribadito le ragioni per cui il PD in Europa vota sempre come Giorgia Meloni su riarmo e guerra

Quanto al M5S di Conte, beh è evidente che per il PD deve fare ciò che fa la Lega: affermare un cosa, ma anche votare il suo esatto opposto.

Vi ricordate quando il PD fu fondato da Valter Veltroni con una fila di “ma anche” su cui imperversò la satira? Ecco, il campo largo è allo stesso punto: noi vogliamo la pace, ma siamo anche per la guerra. Solo così stanno assieme, nel centrosinistra come a destra, con il “ma anche”.

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3 Commenti


  • Gengis Khan

    Da capire anche le ragioni dietro questa dabbenaggine di Conte e dei 5S, che continuano imperterriti a dare spago al PD fingendo di non sapere che posizioni e che interessi rappresenta. Eppure, stando all’opposizione, avrebbe avuto quattro anni di campagna elettorale serviti su piatto d’argento: sarebbe bastato sparare ad alzo zero sia sulla maggioranza di governo sia sulla finta opposizione del PD, martellare senza pietà ogni volta che il PD votava insieme alla destra sulle armi all’Ucraina e in Europa, e oggi sarebbe probabilmente su livelli simili a quelli del 2018. Poteva farlo e non lo ha fatto: perché? Cosa gli è stato promesso?


  • Caterina Becciu

    chi te lo.ha detto che si alleeranno .
    secondo me Giuseppe Conte sul riarmo è contrario dall’inizio


  • Gengis Khan

    Se non si alleano adesso, dopo aver flirtato per tre anni, a maggior ragione è una strategia assurda: il M5S aveva tutti i motivi per portare avanti una campagna elettorale aggressiva che gli avrebbe fatto recuperare consensi. Che sul riarmo sono su posizioni opposte mica si scopre adesso…

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