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“Non votate a favore del Ddl Antisemitismo, no a legge bavaglio”

Le associazioni scrivono ai parlamentari.

Chi voterà a favore sarà responsabile davanti a elettorato e ai cittadini di voler impedire per legge la denuncia e le proteste contro i crimini commessi in Palestina. Il 2/10 nuovo sit-in a Montecitorio per il voto alla Camera. Decine di associazioni, sindacati, organizzazioni politiche hanno scritto una lettera aperta alle deputate e ai deputati.

“Gentili onerevoli, vi chiediamo una presa di posizione netta contro il disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, attualmente in discussione alla Camera, affinché non venga approvato un provvedimento gravemente lesivo delle libertà fondamentali”. Questo l’incipit di una lettera aperta alle deputate e ai deputati firmata dal Coordinamento del Comitato Promotore #NoDdl1004, che contro il ddl antisemitismo annuncia un nuovo sit-in a Montecitorio, a Roma, venerdì prossimo, 2 ottobre, in occasione del voto in Aula alla Camera, promosso dalle oltre 250 sigle aderenti all’appello e che sarà accompagnato da decine di iniziative in altre città d’Italia.

“Qualora venisse approvato questo Ddl, così come concepito finora, i deputati favorevoli si assumeranno una grave responsabilità non solo di fronte al loro elettorato, ma dinanzi a tutti i cittadini del Paese: quella di aver voluto oscurare per legge la denuncia e la legittima protesta per i crimini contro l’umanità, il genocidio che Israele continua a perpetrare contro la popolazione civile a Gaza e negli altri territori occupati della Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Vi chiediamo pertanto di non approvare questo Ddl così come è attualmente formulato”.

“In Italia esistono già strumenti normativi efficaci, come la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205). Basterebbe garantirne l’applicazione: non serve una nuova legge. Opporsi a questa legge non significa affatto arretrare nella lotta all’antisemitismo; al contrario, significa ribadire una distinzione indispensabile tra razzismo antiebraico e dissenso politico, preservando lo spazio democratico necessario al confronto, alla solidarietà e alla difesa dei diritti umani universali. A sostegno di questa battaglia si è consolidata una rete ampia e plurale: mondo dell’informazione, università, scuola, sindacati, associazionismo e realtà per la tutela dei diritti umani”.

“In alternativa all’approccio IHRA, richiamiamo la scelta già compiuta dall’Ordine dei Giornalisti, che ha indicato nella Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo un riferimento equilibrato e rigoroso: uno strumento capace di contrastare efficacemente ogni espressione di odio verso gli ebrei senza compromettere la libertà di stampa, di ricerca e di critica politica. La democrazia e la denuncia dei crimini contro l’umanità, tanto in Palestina quanto in ogni altra parte del mondo, non si censurano”, concludono i firmatari della lettera aperta.

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2 Commenti


  • Giulio Pica

    Ci mancava la Segre, colei che stava beatamente a braccetto di Larussa, ad interferire pesantemente sulla libera determinazione dei parlamentari.


  • Pasquale

    Legge o non legge, Israele che si nasconde dietro il paravento messianico, rimane uno stato sionista, perciò razzista e colonialista macchiatosi di genocidio.

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