Ieri il paese ha assistito a una mobilitazione diffusa che ha attraversato oltre cinquanta città, da nord a sud, mandando un messaggio molto netto: la solidarietà con il popolo palestinese è tutt’altro che assopita, e la complicità del governo Meloni nel genocidio non è stata dimenticata, mentre cresce anche la rabbia per il carovita causato dall’avventurismo bellico occidentale.
In occasione della giornata mondiale di mobilitazione per la Palestina, indetta il 10 ottobre, sono state decine di migliaia le persone che hanno manifestato sotto le parole d’ordine “La fine del genocidio è la fine del sionismo“: inceppare la macchina della pulizia etnica significa far collassare il regime di apartheid e il ruolo di Israele come avamposto armato dell’imperialismo in Asia occidentale.
I presidi e i cortei italiani si sono uniti a quelli organizzati un po’ ovunque nel mondo in occasione di questo primo anniversario della tregua farsa, durante la quale Israele ha ucciso 4 palestinesi al giorno. Le piazze hanno messo in chiaro che non si fanno prendere in giro: il genocidio non si è fermato, e non si fermerà nemmeno la mobilitazione.
La risposta del paese a questa chiamata è un segnale evidente di come ci sia ancora grande disponibilità a manifestare, di come la solidarietà internazionale sia ancora un importante motore della protesta, e di come sia ormai coscienza comune che il peggioramento delle condizioni di vita sia strettamente legato alle guerre imperialiste.
Ci sono almeno due elementi che emergono con chiarezza. A differenza del solito atteggiamento disfattista di chi afferma dal divano che il paese rimane immobile, anche in Italia le mobilitazioni non mancano, e stanno montando sempre di più, proprio a partire dagli studenti. Insomma, il Belpaese ha la possibilità di allinearsi alla situazione spagnola e francese.
Il secondo elemento è che il terreno è fertile per far crescere i prossimi appuntamenti verso momenti di generalizzazione delle lotte. Un po’ in tutte le piazze si leggevano rimandi allo sciopero studentesco del 16 ottobre e allo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base per il 30, in concomitanza con lo sciopero internazionale dei portuali contro i traffici di armi.
C’è un filo rosso che non è stato tagliato tra l’autunno passato, il No del referendum di marzo e chi alza la testa oggi. Basta la scintilla giusta, e ci si potrebbe ritrovare a bloccare tutto, come lo scorso anno…
Torino
Nonostante la stretta asfissiante predisposta dalla prefettura e gli imponenti schieramenti delle forze di polizia, i manifestanti non si sono fatti intimidire. Dopo alcuni momenti di tensione all’ingresso di alcuni attivisti in Piazza Castello, le migliaia di persone solidali con la Palestina si sono prese inevitabilmente le strade della città, denunciando anche la criminalizzazione del dissenso.



Milano
Il corteo partito da piazza della Repubblica ha attraversato con determinazione il centro fino a piazza San Babila. La piazza ha visto protagonisti migliaia di giovani e, soprattutto, le seconde generazioni.



Genova
Nella città di Genova, il presidio si è poi mosso in corteo. Al centro, ovviamente, la lotta dei portuali per non rendersi complici dell’economia del genocidio.


Padova
Anche Padova è stata attraversata da un fiume di persone.

Bologna
Sono state oltre 10 mila le persone scese in piazza nel capoluogo emiliano.



Pisa
Un grande corteo ha percorso le vie intorno all’Arno e ha bloccato la città di Pisa.



Roma
Un corteo di cui non si riusciva a vedere la fine è partito dal Colosseo, per arrivare al piazzale antistante la Sapienza.




Napoli
Un fiume umano di oltre diecimila persone ha attraversato la città. Al corteo ha preso parte anche Greta Thunberg, che ha voluto marciare fianco a fianco con gli attivisti partenopei ribadendo il legame indissolubile tra giustizia climatica e liberazione dei popoli oppressi dall’oppressione coloniale.


Palermo
Anche le strade di Palermo piene di giovani contro il genocidio e il carovita.

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa

Barbata Abbruciati
👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻🇵🇸👏🏻🇵🇸👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻🇵🇸🇵🇸👏🏻🇵🇸🇵🇸👏🏻🇵🇸👏🏻👏🏻🇵🇸🇵🇸 l’unico commento è questo; daje 🙋🏼♀️😘😘😘🫶🏻