L’isterica militarizzazione che il governo ha imposto sulle principali città italiane in risposta alle manifestazioni e agli scontri della scorsa settimana, ha prodotto risultati diversificati.

Il clima plumbeo intorno alla misteriosa convocazione di una nuova giornata di turbolenze sociali da parte del Movimento 17 ottobre, ha visto migliaia di agenti di polizia – e a Milano anche di militari – dare vita ad una vera identificazione di massa di tutti i gruppi di giovani che si avvicinavano ai luoghi delle vetrine e dello shopping di lusso nei centri storici.
La manifestazione più grande oggi si è vista però a Torino, dove da tempo era stata convocata una manifestazione contro i data center, il carovita e la guerra. Migliaia di persone si sono concentrate in piazza Castello completamente circondate dalla polizia. Un tentativo di uscire dalla piazza è stato stroncato duramente sul nascere due dalle forze dell’ordine che hanno sequestrato uno striscione e manganellato i manifestanti.
A Roma 250 ragazzi sono stati identificati e circa 60 sono stati poi portati in questura, molti nell’area del centro di Roma durante i controlli preventivi della polizia effettuati anche nelle stazioni della metropolitana.

Le pattuglie della polizia, della Digos e delle volanti hanno effettuato controlli al Circo Massimo, in piazza della Repubblica, in via Einaudi e via Cavour. Mentre scriviamo circa 300 giovani si sono riuniti nei pressi del Colosseo in via Annibaldi e hanno provato a occupare il Colosseo stesso, mentre il previsto corteo “Fuori l’Italia dalla guerra” ha sfilato da Piazza Esedra a via dei Fori Imperiali.
In una Milano completamente militarizzata da poliziotti e militari, nel pomeriggio la polizia ha bloccato alcuni giovani vicino alla stazione Centrale e nella zona circostante a Piazza Duomo, mentre a Largo San Leonardo si è svolta la consueta manifestazione del sabato per la Palestina.

Dalle prime corrispondenze qualche decina di giovani si era concentrata intorno a piazza Duomo ma sono stati fermati dalla polizia. Nel pomeriggio centinaia di ragazzi sono riusciti a concentrarsi e vengono fronteggiati dalla polizia.
Nella mattinata si era svolta una manifestazione contro il carovita convocata da Usb e Potere al Popolo sotto l’Arera davanti alla quale è stato scaricato del letame ed è stata bruciata una riproduzione gigante delle bollette.
A Napoli una manifestazione contro il carovita è sfilata anche oggi per le strade del centro, mentre a Castel Volturno è in corso la manifestazione contro l’apertura di un nuovo Cpr. Ieri. sempre a Napoli, una manifestazione contro il carovita promossa da Potere al Popolo era stata caricata sotto il Comune.
Un grossissimo corteo al grido di siamo tutti antifascisti è partito anche a Bologna. Ma cariche pesanti sono avvenute poco dopo in viale Marconi.

Almeno 500 giovani sono scesi in piazza anche a Genova, rispondendo alla chiamata del movimento 17 ottobre. Dopo un momento di dibattito in piazza de Ferrari, i giovani hanno dato vita a un corteo che ha raggiunto la stazione principe e ora sta tornando verso il centro.
“Noi la guerra non la vogliamo” e “Lavoro, lavoro” sono alcuni degli slogan ritmati dai ragazzi in corteo.
Centinaia di giovani stanno sfilando nelle strade anche a Firenze
Firenze

Bologna

Castel Volturno

Roma

Torino

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Daniele Tamburlini
A un costo enorme, come dispiegamento di mezzi uomini e risorse, possono “sterilizzare” le proteste per un giorno.
Ma per il resto dell’autunno, e per tutti gli altri giorni che verranno ?