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Nella manovra del governo sedici miliardi di spese militari in più in due anni

Nelle pieghe delle quasi 1.800 pagine della legge di bilancio è leggibile la quota di spesa pubblica che la manovra del governo intende destinare all’aumento delle spese militari.

Dai numeri emergono fondi aggiuntivi per la Difesa per 4,8 miliardi il prossimo anno e di 10,9 miliardi nel triennio di competenza dalla nuova legge di bilancio. L’impegno di spesa è più consistente nel periodo 2027-28 proprio perché c’ è il disavanzo permesso dalla clausola di salvaguardia e che scade fra due anni. Il problema è che per saperlo occorre andarseli a cercare.

“Il grosso delle spese aggiuntive non compare nella sezione I della legge di bilancio, dove ci sono le novità normative che attirano l’attenzione generale; ma trova spazio nella sezione II in cui, spesso nel disinteresse del dibattito pubblico, si muovono tagli e rifinanziamenti delle voci di spesa gestite dai vari ministeri. Lì emerge il protagonismo del portafoglio gestito da Guido Crosetto” sottolinea il quotidiano economico Il Sole 24 Ore.

La voce più consistente degli incrementi delle spese militari è quella dedicata alla “attuazione dei programmi di investimento pluriennale per l’esigenza della difesa nazionale” (2,6 miliardi nel 2027 e altrettanti nel 2028). Un miliardo l’anno prossimo e 844 milioni nel successivo vanno al «funzionamento», cioè all’insieme di spese che servono a garantire l’operatività e la manutenzione ordinaria.

La “Joint Rapid Response Force”, sigla che indica i piani interforze a operatività immediata per affrontare le crisi, assorbirà 267 milioni l’anno prossimo e la stessa cifra in quello successivo.

Il programma della Nato per la difesa comune (Nsip: Nato Security Investment Programme) riceverà 134,8 milioni e 196,7 milioni fra il 2027 e il 2028.

Poi ci sono i 164,3 milioni (100,6 nel primo anno, il resto nel secondo) indirizzati agli investimenti per rinnovare e ammodernare l’Arma dei Carabinieri, in un quadro che si completa con i 4,5 milioni in due anni destinati al Polo nazionale della Subacquea.

Il testo della manovra contempla poi 104 milioni in due anni per “l’ammodernamento infrastrutturale delle Forze armate”, e 47,9 milioni per il Global Combat Air Programme, il caccia di nuova generazione sviluppato da Leonardo con Bae Systems (Uk) e Jaiec (Giappone).

Poi ci sono le risorse destinate a finanziare gli “interventi normativi in materia di difesa” (1,47 miliardi in tre anni) e le assunzioni e gli straordinari dei Carabinieri (174,9 milioni nel triennio: misure simili, fuori da questo calcolo, interessano Polizia e Guardia di finanza).

Non mancano 4,7 milioni per l’operazione “Strade sicure” che impegna i militari nelle strade – inclusi i paracadutisti a Milano – prorogato per ora solo fino al 31 marzo.

Infine c’è il rifinanziamento delle missioni militari all’estero, che passano per il Mef ma che fanno parte del bilancio integrato della difesa: dalla manovra ricevono 368,7 milioni l’anno prossimo e altri 558,9 sul 2028.

Dunque si tratta di quasi sedici miliardi di spese militari in più da qui al 2028.

L’aumento delle spese militari previsto per il prossimo anno sarà, come abbiamo visto, di 4,8 miliardi. Sulla sanità il governo dichiara di aver messo nella legge di bilancio un incremento di 3,4 miliardi più altri 1,6 miliardi per l’assistenza sanitaria degli over 75, dunque 5 miliardi.

Ma su questo dato è importante precisare che l’aumento di 3,4 miliardi dichiarato e destinato al Fondo Sanitario Nazionale, in realtà comprende anche le risorse già programmate dalla precedente legge di bilancio. Non si tratta quindi di considerare automaticamente l’intera cifra come uno stanziamento completamente nuovo rispetto alla programmazione finanziaria già vigente.

Secondo i dati ufficiali la spesa militare diretta italiana per il 2026 viene stimata a circa 34 miliardi (33,9 miliardi), indicando un ulteriore record storico del +2,8% sul 2025 e oltre +45% sul decennio. Aggiungendo i costi indiretti (per le basi USA e la compartecipazione UE) il totale delle spese militari sfiora i 35 miliardi.

Ma secondo il nuovo rapporto annuale dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), nel 2025, l’Italia avrebbe speso invece 48,1 miliardi di dollari (circa 44 miliardi di euro al cambio attuale), una cifra che rappresenta un incremento del 20% rispetto all’anno precedente.

Una bella differenza con la contabilità ufficiale dichiarata dal governo.

Nella definizione del SIPRI i ricercatori devono “ricostruire” la spesa militare italiana sommando voci che nel bilancio dello Stato sono invece sparse tra diversi ministeri (ad esempio le pensioni dei militari, la ricerca e sviluppo etc.)

Questo porta a stime come quella calcolata dall’Osservatorio MilEx (che adotta la definizione SIPRI), che per il 2025 stimava una spesa “in chiave NATO” di circa 35,4 miliardi di euro, ben superiore ai 32 miliardi indicati dalla sola Legge di Bilancio .

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