Nuovi scioperi di massa bloccano le scuole questa settimana. Sabato 10 era stato il turno di Bologna. Ieri, lunedì 12, hanno aperto le danze gli studenti a Barletta, seguite prontamente dagli scioperi all’Enzo Rossi a Roma, al Guzzetta di Palermo e al Flacco di Potenza.
In quest’ultima città gli studenti e le studentesse hanno strappato al sindaco del capoluogo lucano una vittoria importantissima, cioè la riduzione del prezzo dei biglietti del trasporto pubblico locale da un euro e cinquanta a soli cinquanta centesimi. Il sindaco ha annunciato la diminuzione davanti a una delegazione di venti studenti pendolari, organizzati con OSA, e alla stampa, presenti per documentare una promessa che ora vogliamo sia messa per iscritto e su cui vigileremo, affinché diventi realtà.
Al di là del necessario lavoro di monitoraggio che faranno i compagni in loco, è un risultato politico storico: in un’epoca in cui agli studenti si insegna a rassegnarsi e adeguarsi ai problemi, i compagni di Potenza hanno dimostrato che vincere si può per gli studenti, se ci si organizza e si lotta. Un esempio da rivendicare e provare a esportare ovunque.
Non è finita qui. Dopo l’appello dell’OSA di settimana scorsa, in tutte le scuole i nostri militanti si stanno attivando per verificare che ci siano le temperature minime previste dalla legge per fare lezione e condizioni edilizie decenti. Dove questi requisiti mancano lo sciopero è la risposta immediata, supportato dalla grande rivendicazione dei “Soldi alla scuola, non alla guerra” che unisce gli studenti e le studentesse in lotta dal Nord al Sud del Paese.
Valditara, stacci te al freddo se ti piace tanto. Soldi alla scuola non alla guerra!




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