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Sulmona. Migliaia in piazza contro il gasdotto Snam e la devastazione

Oggi a Sulmona migliaia di persone aderenti a centinaia di comitati e associazioni (circa 365) hanno manifestato contro la centrale di compressione Snam e il gasdotto Brindisi-Minerbio.

La manifestazione segna un salto di qualità della mobilitazione. La lotta No Tap in Salento ha datò visibilità nazionale all’opposizione popolare a un progetto devastante sul piano paesaggistico e pericoloso sul piano della sicurezza visto che attraversa zone ad alto rischio sismico.
Con la complicità dei governi che si sono succeduti la Snam ha rifiutato di mettere in discussione il tracciato.
Il progetto ha una inquietante valenza geopolitica e davvero nulla a che fare con lo sviluppo economico del nostro Paese che dovrebbe fungere da hub del gas per le industrie tedesche.

Nel progetto sono previsti ben 11 gli interventi sia sulla terra che in mare tra Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo e Molise che rientrano pienamente in una strategia più vasta, la trasformazione dell’Italia nell’Hub del Gas.

Il progetto è stato presentato in maniera spezzettata per non trovarsi di fronte una forte opposizione e senza neanche una Valutazione Ambientale Strategica a livello nazionale per evitare qualsiasi discussione pubblica sull’effettiva utilità per gli italiani e sui rischi connessi. Si pensi che, in realtà, il gasdotto Sulmona-Foligno è solo uno dei 5 tronchi del gasdotto Rete Adriatica che dovrebbe percorrere l’intera dorsale appenninica nelle aree a maggior rischio per oltre 600 km, attraversando anche aree fondamentali per l’acqua come quella appena retrostante le Sorgenti del Pescara, una delle riserve idriche più grandi in Europa. In realtà a sua volta si lega indissolubilmente con il contestatissimo TAP in Salento e con un ulteriore bretella SNAM di 55 km.
I comitati dal basso hanno smontato tutte le fandonie della Snam. Anche Potere al Popolo era nella manifestazione con i comitati del territorio abruzzese per difendere i beni comuni e la democrazia.

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