A un governo fallimentare, incapace di dare risposte su salari, carovita, sanità pubblica e precarietà, resta solo la repressione. Da anni trasformano i centri sociali nel nemico pubblico perfetto per raccattare consenso tra i settori più reazionari del paese, mentre milioni di persone fanno i conti con stipendi da fame, inflazione e smantellamento dei diritti sociali.
In Calabria, dove sanità devastata, disoccupazione, emigrazione forzata e intrecci tra politica, affari e mafie continuano a distruggere il territorio, Gioventù Nazionale trova il tempo di attaccare uno degli spazi sociali e culturali più vivi della città.
Del Centro Sociale Rialzo non raccontano nulla: né le iniziative culturali, né le assemblee, né la solidarietà concreta verso chi è in difficoltà, né le lotte sociali e antifasciste costruite in questi anni. Parlano solo di “degrado”, parola vuota dietro cui nascondono il loro modello fatto di repressione, sgomberi e guerra ai poveri.
Non è un caso. In tutta Italia il governo Meloni porta avanti sgomberi, repressione e nuove misure securitarie contro chi lotta, si organizza e costruisce solidarietà nei territori. Mentre aumentano le spese militari e si sostengono politiche di guerra e riarmo, continuano invece i tagli a sanità, scuola, trasporti e servizi pubblici. A pagare il prezzo di queste scelte sono sempre lavoratori, studenti, precari e fasce popolari.
Difendere spazi come il Rialzo significa difendere socialità, mutualismo, antifascismo e libertà di organizzazione dal basso.
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