Sabato 6 giugno saremo ad Amendolara, insieme ad USB Calabria e di tutte le realtà che hanno risposto alla chiamata.

Saremo in corteo perché crediamo che la presenza fisica nei luoghi dove si consuma l’ingiustizia abbia un significato che nessun comunicato, per quanto necessario, può sostituire. La Calabria non può continuare ad essere attraversata da queste stragi come se fossero fatti naturali, inevitabili, estranei alla politica. Non lo sono. Hanno un nome: caporalato, razzismo istituzionale, sfruttamento di classe.
Parteciperemo portando la nostra voce e quella di chi, in questa regione, lavora ogni giorno per costruire un’alternativa a questo sistema. Perché giustizia per i quattro braccianti assassinati ad Amendolara non significa soltanto condannare i loro assassini: significa smantellare le leggi, le filiere e i rapporti di potere che li hanno messi nelle loro mani.
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