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Napoli. Dalle cento piazze alle cento assemblee

Ieri a Napoli è stato bellissimo. Un’assemblea partecipatissima ha riempito Piazza de Gesù, con forza, emozione, voglia di continuare.

È il momento di organizzarsi!

Dopo aver organizzato 100 piazze per Gaza, adesso facciamo nascere 100 assemblee per Gaza in tutto il Paese!

La solidarietà al popolo palestinese deve restare la priorità di tutti e dobbiamo continuare a boicottare e sanzionare l’economia israeliana, in modo sempre più capillare, a cominciare dal blocco del commercio delle armi con Israele.

Ma è arrivato il momento di allargare il nostro sguardo alle politiche di riarmo, sapendo che “non vogliamo lavorare per la guerra”. Dal rifiuto di collaborare con le operazioni belliche all’obiezione di coscienza verso le attività che alimentano il settore militare: è il momento di organizzare una mobilitazione permanente che impedisca al governo Meloni di trascinarci verso la guerra.

E per farlo abbiamo bisogno di collegare la lotta contro la guerra agli effetti sociali del riarmo: i bassi salari, l’aumento dello sfruttamento, la precarietà, il taglio dei servizi pubblici, il carovita. È ora di costruire un ampio fronte popolare contro il governo Meloni che non svenda la straordinaria partecipazione di queste settimane.

Le 100 piazze per Gaza ora devono avere la capacità di trasformarsi in 100 assemblee permanenti operative e darsi da subito un piano d’azione che le porti in poche settimane a convocare una grande assemblea nazionale per “Blocchiamo tutto – Blocchiamo genocidio, guerra e riarmo”.

Non è il momento di fermarsi ma di organizzarsi in tutto il Paese per proseguire la mobilitazione. Ora sappiamo che è possibile. Blocchiamo tutto per cambiare tutto.

 

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