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Bugie al Mattino

Negli ultimi anni, il quotidiano Il Mattino di Napoli ha intensificato una campagna mediatica volta a raccontare la città partenopea e il Sud Italia come protagonisti di una nuova stagione di crescita economica. Titoli trionfalistici, editoriali ottimistici e interviste a esponenti politici e istituzionali dipingono un Mezzogiorno in piena espansione, capace di trainare l’intera economia nazionale. Ma quanto c’è di vero in questa narrazione? E soprattutto, perché Il Mattino, di proprietà del gruppo Caltagirone Editore, insiste tanto su questa visione?

I dati economici, se letti con attenzione, mostrano una realtà più sfumata. È vero che in alcuni anni il PIL del Mezzogiorno ha registrato una crescita superiore alla media nazionale, ma si tratta di variazioni marginali, spesso legate a investimenti pubblici temporanei o a dinamiche congiunturali. L’occupazione resta precaria, la produttività è bassa, e il tessuto imprenditoriale meridionale continua a soffrire di fragilità strutturali. Inoltre, come evidenziato da analisi indipendenti, il Sud rimane fortemente dipendente dalle politiche di incentivo e dalla spesa pubblica, con difficoltà nell’assorbire le misure del PNRR.

La narrazione proposta da Il Mattino sembra quindi più una costruzione ideologica che una fotografia fedele della realtà. E qui entra in gioco il ruolo del suo proprietario: Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore romano con interessi nel settore immobiliare, bancario e infrastrutturale. Il gruppo Caltagirone Editore controlla diverse testate giornalistiche, tra cui Il Messaggero, Il Gazzettino e Il Mattino, e ha una lunga storia di utilizzo dei media per sostenere visioni politiche ed economiche favorevoli ai propri interessi.

La promozione di un Sud “in crescita” può servire a creare un clima favorevole agli investimenti immobiliari e infrastrutturali, settori in cui Caltagirone è attivamente coinvolto. Napoli, in particolare, è al centro di progetti di riqualificazione urbana, come quello di Bagnoli, e di grandi eventi internazionali come l’America’s Cup. Presentare la città come dinamica e attrattiva può facilitare l’arrivo di capitali, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e la legittimazione di politiche pubbliche orientate alla deregolamentazione e alla privatizzazione.

Editoriali come “Ragazzi, tornate a Napoli” sembrano ignorare le difficoltà reali di chi vive o ha lasciato il Sud: disoccupazione, precarietà, clientelismo, emigrazione intellettuale. La retorica del “Sud baricentro del Mediterraneo” rischia di diventare un insulto per chi ha dovuto abbandonare la propria terra per mancanza di opportunità.

La narrazione del Sud come motore dell’economia italiana, promossa da Il Mattino, appare più come una strategia comunicativa che una verità economica. Serve a costruire consenso, a legittimare interessi privati e a mascherare le contraddizioni di un sistema che continua a penalizzare il Mezzogiorno. Il giornalismo dovrebbe raccontare la realtà, non venderla. E Napoli merita di essere raccontata per ciò che è: una città complessa, ricca di potenziale, ma ancora in cerca di riscatto.

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