Di fronte agli episodi di violenza brutale che hanno sconvolto Caserta, la risposta non può essere ancora una volta la militarizzazione del territorio.
La nostra posizione, come Potere al Popolo, è chiara: non è aumentando il controllo e la presenza delle forze dell’ordine nelle nostre città che si eliminano le cause profonde della violenza. Servono invece politiche capaci di restituire dignità, diritti e prospettive alle persone: lavoro stabile e garantito, servizi pubblici, casa, istruzione, spazi sociali e una reale equità nella distribuzione delle risorse.
Caserta vive da anni una condizione di abbandono. Una responsabilità che riguarda tutte le amministrazioni che hanno governato la città negli ultimi vent’anni, di destra e di centrosinistra, così come i diversi commissari che si sono succeduti. È una responsabilità politica che non può essere rimossa ogni volta che un fatto di cronaca drammatico riaccende l’allarme sociale.
Non accettiamo che la paura venga utilizzata per proporre una sola risposta: più divise, più controlli, più militarizzazione.
La violenza che attraversa le nostre società non nasce nel vuoto. Cresce dentro condizioni di precarietà, marginalità, solitudine e impoverimento. Cresce in un sistema economico e politico che da decenni scarica il peso delle proprie crisi sulle classi popolari, precarizzando il lavoro, riducendo i servizi e restringendo gli spazi di partecipazione e di socialità.
Anche l’assassinio di Guido, secondo le prime ricostruzioni legato a una questione di poche decine di euro, deve interrogare profondamente la politica e la società. Non perché la povertà o la precarietà possano mai giustificare la violenza,nulla può giustificare un omicidio, ma perché una società nella quale la vita e la dignità delle persone vengono schiacciate fino a trasformare anche una piccola somma di denaro in motivo di conflitto e disperazione è una società che ha fallito.
La destra propone ancora una volta la propria ricetta: militarizzare le città, alimentare la paura, trasformare il disagio sociale in una questione esclusivamente di ordine pubblico e troppo spesso, individuare nei più fragili, nei migranti e negli ultimi i responsabili dei problemi.
Noi diciamo l’opposto.
Caserta non ha bisogno di essere occupata dalle divise. Ha bisogno di essere restituita ai suoi abitanti.
Ha bisogno di quartieri vivi, servizi efficienti, lavoro dignitoso, scuole, spazi culturali e sociali, politiche abitative, sanità pubblica e luoghi nei quali le persone possano incontrarsi e costruire comunità.
La sicurezza non è soltanto assenza di criminalità. Sicurezza significa poter vivere senza paura di perdere il lavoro, la casa, la dignità e il futuro.
Per questo continueremo a chiedere una politica diversa: non quella che governa l’emergenza dopo che il dramma è avvenuto, ma quella che interviene sulle cause sociali che producono marginalità e disperazione.
Solo la giustizia sociale può rendere davvero più sicura Caserta.
E questa è la sfida che Potere al Popolo vuole continuare a portare avanti: una città non più abbandonata, non più militarizzata, non più divisa, ma capace di garantire diritti, dignità e futuro a tutte e tutti.
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