Tra le centinaia di denunce che stanno arrivando in tutta Italia contro le manifestazioni e i blocchi stradali e ferroviari di settembre e ottobre in occasione delle mobilitazioni per la Palestina, alcune cominciano a colpire anche alcune – rare – figure istituzionali.
La Procura di Parma ha infatti notificato a 21 persone l’avviso di conclusione delle indagini per un blocco alla stazione lo scorso ottobre. Tra gli indagati figurano anche quattro esponenti del Partito democratico: tra cui due assessori della giunta comunale e due consiglieri. L’indagine contesta a vario titolo i reati di interruzione di pubblico servizio e blocco ferroviario e stradale. Gli avvisi di fine indagine sono stati notificati agli assessori comunali Francesco De Vanna e Caterina Bonetti e ai consiglieri comunali Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo. Non occuparono i binari, ma la procura gli contesta l’incoraggiamento.
Secondo i magistrati la loro presenza avrebbe contribuito a rafforzare la condotta degli attivisti che avevano occupato i binari. In particolare, gli indagati avrebbero “approvato, incoraggiato e collaborato” con chi aveva invaso la sede ferroviaria, fornendo supporto e concorrendo così, nel quadro della contestazione penale, a determinare la perturbazione della circolazione dei treni.
A quattro attivisti solidali con il popolo palestinese viene attribuita l’invasione materiale dei binari ferroviari all’interno della stazione di Parma. Per altri due indagati la Procura contesta invece di aver oltrepassato la linea gialla di sicurezza sul marciapiede, sedendosi con le gambe sporgenti sui binari insieme ad altre persone non identificate. Un comportamento che gli investigatori definiscono “potenzialmente idoneo a compromettere la libera circolazione dei treni”.
Anche a Bologna a gennaio la Procura ha notificato oltre cento avvisi di elezione di domicilio, passaggio preliminare alla chiusura delle indagini e alle contestazione formale delle accuse.
Nel mirino, in particolare, sono finite le manifestazioni come quella serale nella zona della stazione ferroviaria di Bologna Centrale, il corteo che a ottobre aveva bloccato la tangenziale della città, le proteste contro la presenza in città delle squadre di basket israeliane del Maccabi Tel Aviv e dell’Hapoel Tel Aviv.
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