Questa mattina le studentesse e gli studenti del liceo Minghetti, a Bologna, hanno occupato la scuola. Nel comunicato del collettivo scolastico leggiamo che l’iniziativa è stata decisa “dopo una plenaria che ha sancito il consenso degli studenti all’occupazione“. I motivi dichiarati riguardano la contrarietà dei giovani al corso politico del paese, e al fatto che vedono “entrare sempre di più nelle nostre scuole la propaganda del governo Meloni, complice di genocidi e guerre imperialiste portate avanti da Stati Uniti e Israele“.
Nella scuola, scrivono gli studenti, sono passati sionisti, politici di Fratelli d’Italia e militari per corsi “chiamati senza alcun confronto con gli studenti, e volti ad arruolare studenti da mandare a combattere e morire per gli interessi della classe dirigente“. La critica dei giovani si allarga anche alle nuove misure repressive delineate dalla maggioranza, con un significativo allineamento anche delle finte opposizioni parlamentari: il ddl 1660, il nuovo pacchetto sicurezza e il ddl Gasparri.
“Questo clima repressivo – scrivono ancora gli studenti nel loro comunicato – entra anche nelle nostre scuole dove vediamo sospensioni, denunce e voti abbassati per chi si mobilita“. A ciò, si aggiunge il tipico squadrismo dei fascisti, con “volantini, attacchinaggi, minacce e schedature dei docenti“, ma anche fuori dalle mura della scuola.
A sostenere l’occupazione è arrivato anche un comunicato di OSA. “Contro un presente sempre più nemico dei giovani – scrive l’organizzazione giovanile – un governo pieno di fascisti che ci vuole arruolare e mandare in guerra, e una scuola che non emancipa, gli studenti alzano la testa“.
OSA lancia poi un appello a tutte le scuole d’Italia: “fare come il Minghetti. Sfidare il presente, organizzarsi in tutte le scuole, mandare a casa Governo Meloni e Valditara!” A conclusione del testo di solidarietà, viene anche rilanciato lo sciopero nazionale del 7 maggio, durante il quale studenti e docenti incrocieranno le braccia e scenderanno in piazza contro la deriva antipopolare e guerrafondaia che soffoca sempre più anche il nostro sistema di istruzione.
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