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A Reggio Emilia, Leonardo e Confindustria propongono alle imprese riarmo e aerospace, espulsi i giornalisti scomodi

Presso la sede di Confindustria di Reggio Emilia, venerdì 11 giugno 2025 era prevista la conferenza “Aeronautica, Difesa, Aerospace: perimetro e regole del gioco”.

Obiettivo era informare le industrie locali, sulle opportunità imprenditoriali offerte dal “nuovo scenario geopolitico” e dalle possibilità strategiche offerte nei settori dell’Aeronautica, Difesa e Spazio.

Ancora una volta, non tutta la stampa è stata considerata libera di esprimere analisi ed opinioni e informare la popolazione su quale futuro li attende.

Uno scenario post-democratico che prevede solo la presenza della stampa compiacente. Infatti, a me e a due colleghi, non è stato permesso di partecipare, anzi, siamo stati invitati ad uscire, nonostante fossimo accreditati e ormai seduti in sala.

Motivazione: La conferenza non era aperta ai giornalisti ma solo agli iscritti di Confindustria. Peccato però che la regola non valeva per i colleghi di Tele Reggio e della Gazzetta di Reggio, che hanno così potuto realizzare il servizio.

A confermarlo è stato il direttore di Confindustria Reggio Emilia che alla fine della conferenza, scusandosi, ha comunicato che all’evento era stata ammessa solo la stampa invitata e scelta da loro. Informandoci anche che anche i relatori e imprenditori presenti, avevano esplicitamente chiesto di non essere ripresi, ascoltati e intervistati. Ovviamente da noi, dato che gli articoli pubblicati successivamente riportavano dichiarazioni e foto ben in evidenza. Non sarei meravigliato se addirittura i colleghi avessero accettato di concordare le domande.

Del resto non è un caso se se siamo al 56° posto in classifica mondiale sul valore democratico e di trasparenza della nostra informazione.

L’incontro comunque, si prefiggeva di presentare agli affiliati reggiani a Confindustria, il valore economico del settore, con l’obiettivo di orientare le imprese tra mercato, filiere e requisiti di accesso. A giustificare la validità della scelta, testimonianze dirette di prime contractor.

Un’occasione – afferma la pagina informativa del sito – per condividere una strategia territoriale che accompagni le aziende associate nel cogliere nuove prospettive di sviluppo”.

I relatori schierati e pronti alla diffusione del verbo erano:

Gian Luca Toschi e Lorenzo Di Lenna, Fondazione Nord Est e Università di Padova, Dario Di Vico, Editorialista Corriere della Sera

Diego Michielan, VP Procurement Systems & Equipment at Leonardo

Alessandro Curti, Curti Costruzioni Meccaniche

Tutti pronti a convincere ulteriormente gli imprenditori della provincia, alla conversione verso l’industria bellica, anche se questo termine è stato abolito, quando si parla di sviluppo di questo settore.

La vice presidente di Confindustria, Francesca Paoli, apre la conferenza affermando che: “Abbiamo voluto organizzare questo incontro animati dalla consapevolezza che il rapido appuntamento dello scenario internazionale stia aprendo una nuova fase per l’industria europea.

Le tensioni geopolitiche, il ritorno della sicurezza e della difesa, stanno ridefinendo gli equilibri industriali occidentali, generando nuovi investimenti e nuovi programmi industriali.

Tutto ciò – prosegue la Dott.sa Poli – sta dando vita a nuove catene del valore destinate ad avere un impatto significativo nei territori manifatturieri. (…) Crediamo che Aeronautica, Difesa e Aerospace non siano mondi lontani dalla cultura industriale regionale. (…) Possono invece rappresentare un’evoluzione naturale di competenze che il territorio già possiede. (…) per alcune industrie del nostro territorio un’opportunità di diversificazione, crescita e consolidamento industriale.”

Ancora una volta la proposta di produrre per il settore militare o per la sicurezza della nostra nazione, termine usato per addolcire la volontà di riarmo, viene presentata come una possibilità di “consolidamento industriale”. Ovvero, si prova a vendere una pianificazione industriale strettamente limitata nel tempo di una guerra o di un riarmamento, come solidità economica e sociale stabile e remunerativa nel tempo.

Evidentemente due guerre mondiali ed in particolare la Seconda, non sono servite a nulla per dimostrare che milioni di morti e un apparato industriale sviluppato in modo vigoroso, anche e soprattutto nei nostri territori, non sono serviti a creare e ridistribuire ricchezza alla sua popolazione.

A meno che qualcuno non pensi, per mantenere alto i profitti, di dichiarare progressivamente guerra a varie parti del mondo per consumare i “prodotti” militari accumulati nei magazzini.

Emblematici sono le differenti dichiarazioni strappate davanti alla sede del convegno agli imprenditori in uscita. Molti non hanno voluto rilasciarne, mentre qualcuno ha anche aggiunto che “però loro sono comunque per la pace”.

Solo una donna ha dichiarato a voce bassa e preoccupata: “Noi siamo un’azienda piccola e non credo che possiamo essere coinvolti. Comunque sono ancora sbalordita e preoccupata per quello che ho sentito li dentro”,

A differenza dell’unico imprenditore entusiasta che ha rilasciato alcune differenti considerazioni,

ASCOLTA INTERVISTA SU: www.alkemiachannel.com/Intervista_imprenditoriRE.mp3)

Ancora una volta si vuole nascondere, a chi non è d’accordo con questo progetto, non solo il valore immorale di tale scelta, ma anche il limite temporale dello sviluppo e dei profitti. Una scelta che rischia seriamente di distruggere il tessuto produttivo d’eccellenza presente in questo territorio e che sarà, ancora una volta, pagato dalle classe disagiate e salariati espulsi dalle produzione in crisi da post riarmo o conflitto militare.

Fuori davanti all’ingresso, un gruppo di pacifisti in presidio e protesta.

Loro avevano ben capito di cosa si stava parlando all’interno di Confindustria, non avevano bisogno di ascoltare. Sapevano benissimo qual’era l’obiettivo e non erano disposti a considerare il progetto proposto, solo un “gioco”, come scritto invece nel titolo della conferenza organizzata.

LINK

1 – https://www.Confindustria.re.it/dettaglio-appuntamento/-/asset_publisher/wd682zsOOTx9/content/id/1628749

2 – https://alkemianews.it/2026/02/01/riarmo-ricatto-occupazione-di-guerra/

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