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Bologna. Chiusi gli ambulatori di via Beroaldo

La notizia della chiusura degli ambulatori di via Beroaldo, prevista per il prossimo 8 settembre, con lo spostamento dei servizi alla ‘casa di comunità’ di Via Faenza in quartiere Savena rappresenta l’ennesimo e gravissimo colpo inferto alla sanità pubblica e di prossimità nel nostro territorio.

Ad affermarlo in una nota è Francesca Fortuzzi, Consigliera del Quartiere San Donato-San Vitale. “Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile: mentre l’Azienda USL di Bologna taglia i servizi essenziali e di libero accesso per i cittadini all’interno della Casa della Comunità, l’Amministrazione comunale continua a fare propaganda esaltando operazioni che con la sanità pubblica e universitaria non hanno nulla a che fare.

Da un lato assistiamo alle passerelle per l’apertura di strutture private al Pilastro: un ambulatorio dentistico, inaugurato in pompa magna nel 2025 e mai entrato in funzione per mancanza di fondi, e un ambulatorio di medicina generale che, ben lungi dall’essere una risposta per la cittadinanza, vedrà un accesso fortemente limitato e subordinato all’invio esclusivo da parte dei Servizi Sociali.

Questo spostamento obbliga le cittadine e i cittadini, specie quelli più anziani e con problemi di mobilità, a scegliere tra il privato e un pubblico che sta ad almeno tre quarti d’ora di bus! Così non si garantisce il diritto alla salute dei residenti, ma si creano corsie frammentate a scapito dei servizi universali.

C’è inoltre un problema profondo di trasparenza istituzionale. È sconcertante apprendere notizie di tale gravità per il quartiere dalle testate giornalistiche o tramite uscite di forze politiche d’opposizione, che utilizzano queste criticità come bandierine elettorali.

I canali istituzionali e i Consigli di Quartiere, che dovrebbero essere il luogo primario di confronto, informazione e tutela della cittadinanza, vengono sistematicamente scavalcati.

È necessaria una immediata chiarezza da parte della giunta e dell’Ausl: i cittadini di San Donato-San Vitale hanno diritto a una sanità territoriale efficiente, pubblica e trasparente, non a tagli silenziosi e spot propagandistici.

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