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Condannato il giudice anti-inquilini delle case popolari di Roma

L’ex giudice Michele Nardi è stato condannato a 16 anni e 9 mesi per il ‘Sistema Trani’ e le accuse di aver manipolato indagini e processi

Il dott. Nardi, qualcuno se lo ricorderà, era quello che aveva sfrattato Glauco e Dea, due settantenni da Tor Bella Monaca e che poi aveva firmato lo sfratto di Paola (ottanta anni) a San Basilio perché accusati dalla giunta Raggi di essere degli “scrocconi”.

In base alle segnalazioni dell’allora Dirigente del Dipartimento alle politiche abitative di Roma Capitale questo giudice del Tribunale Civile di Roma ha emanato e fatto eseguire centinaia di sfratti di cittadini poveri, molti anziani, che in assenza di una politica pubblica per la casa, si sono trovati precarie soluzioni o sono subentrati in alloggi pubblici e considerati senza titolo, dopo che li abitavano da decenni.

L’azione contro gli inquilini delle case popolari della sezione civile da lui gestita era sostenuta dalla Sindaca Raggi con la campagna mediatica contro gli ‘scrocconi’.

Grazie alla ferma opposizione a questa demagogica campagna da parte dell’ASIA-USB è venuta fuori la verità: sono stati smascherati i giochi, sia sul piano legale con l’annullamento di tante procedure d’urgenza usate alla base degli sfratti, sia sul piano politico sociale. La guerra ai poveri è stata usata per campagne politiche, giudiziarie e per far fare carriera ai veri scrocconi che sono per questi meriti diventati dirigenti apicali e percepiscono lauti stipendi.

Alle persone sotto sfratto abbiamo assicurato un sostegno sul piano della lotta per impedire gli sfratti. Ma il sostegno c’è stato anche sul piano legale, lo Studio dell’avv. Perticaro, proprio qualche settimana fa, ha ottenuto l’assoluzione di Dea e Glauco dall’accusa di occupazione.

Sul piano politico generale, rivendicando il diritto alla casa per tutti, l’ASIA-USB ha ottenuto un provvedimento regionale, ancora parziale e inadeguato, ma che regolarizza tutte le posizioni di chi ha i requisiti per una casa popolare ma si trova senza titolo e che risulta residente nell’alloggio alla data del 23 maggio 2014. Tutela che in parte, per un breve periodo di due anni, viene riconosciuta anche a coloro che sono subentrati successivamente.

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