Ieri al Concetto Marchesi i lavoratori e le lavoratrici di questa città, insieme a studenti, donne, migranti, compagni e compagne di ogni generazione, hanno dato vita a un primo maggio di classe, tra la classe, per la classe, come non si vedeva da tempo.
Al “bettolino”, come lo chiamano quelli con qualche capello bianco in più, dalla mattina abbiamo celebrato la nostra festa con parole chiare contro la guerra, il riarmo e lo sfruttamento del lavoro, alzando in alto i simboli dei popoli come a Cuba e in Palestina che lottano contro l’imperialismo occidentale.
Una festa certo, con migliaia di persone ad ascoltare musica e stare in compagnia a prezzi popolari e nella sicurezza di essere all’interno di una comunità coerentemente antifascista, antirazzista e antisessista, senza possibilità di ingerenza alcuna.
Ma anche una giornata di lotta che ha espresso la più radicale autonomia e indipendenza dalla quella classe politica e sindacale, dal “campo largo” alla Cgil, che nei decenni ha svenduto il patrimonio politico e culturale del movimento operaio e internazionalista, duramente costruito in due secoli di lotte contro il capitalismo.
Decreti sicurezza, attacchi ai salari e ai diritti, complicità col genocidio e con le aggressioni imperialiste, e poi l’insufficienza del piano casa e gli aiuti ai padroni dell’ennesimo decreto primo maggio: l’operato del governo Meloni è stato denunciato dagli interventi sul palco, prima dalle importanti parole contro il bloqueo da parte dell’Ambasciata di Cuba in Italia.
Le note delle Pulkra, dei Gang, de Il Muro del Canto e della Banda Bassotti hanno fatto il resto, unendo in un unica voce i figli e le figlie della stessa rabbia che non si arrendono alla barbarie del capitalismo, contro cui invece è sempre più necessario riaffermare la prospettiva del socialismo.
📣 In continuità con le mobilitazioni del Blocchiamo tutto e del No sociale al referendum, dal Tiburtino lll rilanciamo un maggio di lotta:
– il 7 per lo sciopero degli studenti;
– il 9 per la Giornata della Vittoria sul nazifascismo;
– il 23 per la manifestazione nazionale operaia.
✊ Solo le lotte possono cambiare il futuro!



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