Domenica 13 settembre è stata promossa una passeggiata per le strade del Pigneto in solidarietà con due lavoratori della ristorazione, aggrediti martedì 1 settembre nei pressi della fermata della metro C “Pigneto”, intorno all’una e mezza di notte. Gli abitanti, insieme alle realtà politiche e sociali, si sono ritrovati all’incrocio tra via del Pigneto e via Grosseto per una mobilitazione di solidarietà.
Le due persone aggredite, entrambe residenti nella zona, erano appena usciti dal lavoro in uno dei locali del quartiere quando sono stati aggrediti da un gruppo di giovani. Uno di loro ha riportato ferite gravi, che hanno reso necessario il ricovero in ospedale e lo costringeranno, secondo quanto riferito dagli organizzatori, a rimanere lontano dal lavoro per circa un mese.
La passeggiata è stata promossa a partire dalla Casa del Popolo Roma Sud-Est, realtà a cui è vicina una delle persone che hanno subito l’aggressione. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi abitanti del Pigneto insieme a organizzazioni e collettivi cittadini, tra cui gli studenti e i giovani di Osa e Cambiare Rotta, l’Unione Sindacale di Base, il Movimento per il Diritto all’Abitare, Donne de Borgata e Potere al Popolo.
Durante la manifestazione si sono alternati interventi per esprimere solidarietà ai due lavoratori e per richiamare l’attenzione su altri episodi di violenza avvenuti negli ultimi mesi nella zona. Nella convocazione dell’iniziativa gli organizzatori hanno ricordato aggressioni avvenute anche in precedenza, alcune delle quali, secondo quanto denunciato, a sfondo xenofobo, omofobico o transfobico.
La mobilitazione è diventata anche occasione per discutere delle condizioni del quartiere. La Casa del Popolo ha indicato, tra i vari problemi, l’abandono da parte delle istituzioni, la carenza di servizi, l’aumento del costo della vita e degli affitti, la riduzione degli spazi di aggregazione, condizioni che minano la sicurezza sociale. Al contempo, è stata ribadita la necessità di ricucire il tessuto sociale del quartiere, che ha sempre dimostrato solidarietà e un forte spirito collettivo.
A fronte di vie sempre più in mano a locali della movida e alla turistificazione, l’USB ha sottolineato l’importanza di tutele per i lavoratori, anche a partire dalla necessità di trasporti efficienti nelle ore notturne per la loro sicurezza. Così come il Movimento per il Diritto all’Abitare ha ricordato anche la necessità di un cambio di passo rispetto alla gestione degli affitti brevi e del diritto alla casa.
Da Potere al Popolo è arrivata anche una critica al governo, che sul piano nazionale continua a investire soldi in armi e guerra, mentre la spesa sociale continua a scendere. “Non possiamo lasciare spazio a chi promuove politiche repressive e di criminalizzazione e a chi parla di sicurezza invocando più polizia, ma abbandona i quartieri popolari e chi li abita privandoli di strumenti materiali, economici e culturali”, ha affermato un militante dell’organizzazione politica.
Le realtà presenti hanno contestato una visione della sicurezza fondata esclusivamente su maggiore presenza delle forze dell’ordine, “zone rosse”, telecamere e militarizzazione. Lo slogan della passeggiata recitava, infatti, “L’unica sicurezza è la sicurezza sociale”, affiancandovi la richiesta di maggiori investimenti in scuola, sanità, case popolari, trasporti, consultori, centri antiviolenza e spazi pubblici di aggregazione e socialità.
La risposta all’aggressione, hanno sostenuto i promotori, deve partire anche dalla presenza degli abitanti nelle strade e dalla ricostruzione di legami sociali in un quartiere che, nonostante le trasformazioni degli ultimi anni, continua a mantenere un forte tessuto associativo.
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