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Roma. Studenti stranieri sfrattati dal diritto allo studio, le forze dell’ordine minacciano chi protesta

Gli studenti romani tornano a piantare le tende, questa volta di fronte all’Ente per il diritto allo studio regionale, DiSCo Lazio. Le proteste sono partite già la scorsa settimana, dopo che l’istituzione ha deciso di sfrattare 20 studenti stranieri (alcuni di loro scappati da situazioni di conflitto) dagli alloggi estivi provvisori, senza che avessero soluzioni alternative.

Alle richieste di incontro e di dialogo fatte dai giovani, l’ente regionale ha risposto col silenzio e chiamando le forze dell’ordine. Al presidio per rivendicare la tutela del diritto alla casa anche per gli studenti stranieri, agenti di polizia e carabinieri hanno minacciato di identificare e denunciare le persone presenti.

Da tempo rettori delle università e amministratori locali riducono i problemi materiali degli studenti a questioni di ordine pubblico“, scrive Cambiare Rotta in un suo comunicato. Una deriva che riguarda il governo della società tutta, e che si esprime in maniera netta ormai anche dentro gli organismi universitari.

L’assemblea chiamata ieri pomeriggio sotto gli uffici del DiSCo Lazio, per rivendicare che le istituzioni assolvano ai propri compiti e trovino una soluzione a un’emergenza sociale, ha visto una partecipazione che andava oltre gli studenti, con attivisti per il diritto alla casa e altre organizzazioni che hanno portato la propria solidarietà.

Dopo la protesta di ieri, solo ad alcuni studenti è stata trovata una soluzione abitativa, mentre manca qualsiasi chiara apertura su di un tavolo di confronto che elabori risposte certe per gli altri. Per questo, mentre scriviamo, la mobilitazione continua, con un altro presidio chiamato da Cambiare Rotta di nuovo sotto l’ente regionale per il diritto allo studio.

L’organizzazione giovanile comunista ha lanciato un appello ai “rettori delle università di Roma e candidati rettori della Sapienza, Direttori delle AFAM, tutti i Rappresentanti degli studenti e infine agli organi preposti di Disco Lazio” affinché si assumano “la responsabilità di garantire immediatamente un incontro al fine di individuare una soluzione abitativa per gli studenti sfrattati e un impegno concreto per garantire il diritto allo studio“.

Affinché non rimanga solo sulla carta, questo diritto va conquistato con la lotta, come stanno facendo in questo momento i giovani universitari. Aggiornamenti sulla vicenda verrano riportati di seguito.

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