È in corso il presidio di fronte alla scuola Daneo a Genova dove si sono concentrate centinaia di persone tra genitori, studenti e lavoratori. Tre giorni fa due agenti di polizia avevano tolto dall’entrata della scuola lo striscione con la scritta “Qui nessun* è stranier*” suscitando l’indignazione e le proteste di insegnanti, genitori e della città.
Alla richiesta di chiarimenti da parte dei presenti, i due soggetti si sarebbero qualificati come appartenenti alla Polizia di Stato “senza esibire alcun distintivo, se non a seguito di successiva richiesta, e rifiutandosi comunque di fornire le loro generalità di servizio” afferma il presidente dell’Associazione Daneo. La questura genovese si è giustificata affermando che la rimozione è stata effettuata da “personale dipendente impiegato nell’ordinario servizio di controllo del territorio in abiti civili”.
Secondo quanto affermato dalla questura, gli agenti sono intervenuti sul posto in seguito a “una segnalazione proveniente dalla sala operativa della polizia locale”. La questura ha precisato che lo striscione è stato subito riconsegnato una volta accertato che era stato collocato dai genitori degli alunni presenti sul posto.
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, a proposito delle proteste alla Daneo e insospettito – quanto indispettito – dagli asterischi sullo striscione, ha parlato di “strumentalizzazione di bambini costretti a scrivere striscioni antigovernativi in stile woke”.
“Blocchiamo la deriva razzista della scuola di Valditara/Meloni!” – scrive in una nota l’Usb Scuola – “A scuola nessun* è straniero”. La Flc Cgil ha lanciato un appello nazionale a esporre messaggi a favore dell’inclusione scolastica, mentre un appello sottoscritto da decine di associazioni e personalità ha chiesto al presidente Mattarella di non firmare il decreto razzista sulla scuola.
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