Il Governo Meloni porta al Consiglio dei Ministri un Decreto che impone un tetto del 30% agli alunni stranieri in classe, vieta niqab e burqa in aula e minaccia multe fino a 1.000 € ai genitori stranieri che non conoscono bene la lingua italiana, mentre la Lega arriva a proporre la revoca del permesso di soggiorno alle famiglie che non mandano le figlie a scuola.
È un provvedimento che classifica gli alunni e le alunne per cittadinanza e trasforma la scuola pubblica in un dispositivo di respingimento e in palcoscenico da campagna elettorale.
Lo abbiamo già scritto chiaramente e adesso lo ribadiamo: i numeri smentiscono l’allarme che il Governo agita. Le alunne che indossano il velo integrale sono solo circa 5/600 su tutto il territorio nazionale. Gli alunni con background migratorio sono circa 931 mila, l’11,6% del totale, e due terzi sono nati e cresciuti in questo Paese: sono italiani in tutto tranne che sulla carta.
Una circolare identica esiste dal 2010 ed è rimasta lettera morta, perché il problema non è mai stato di natura pedagogica: le famiglie vivono dove gli affitti costano meno, in periferie abbandonate dallo Stato. Infine, l’idea di colpevolizzare la lingua d’origine in famiglia è una vera e propria follia pedagogica, oltre che una misura punitiva e classista, nei fatti ipocrita e non applicabile.
Il Governo, invece di investire risorse su case, servizi e organici, scarica il conto sui bambini e le bambine nati o cresciuti in questo Paese con un decreto che – numeri alla mano – serve solo ad alimentare la caccia al ‘nemico interno’ invece che affrontare i veri problemi della scuola e del Paese.

Questo decreto non nasce da solo. È un altro pezzo della stessa deriva che spinge la scuola pubblica statale verso la logica della caserma e del controllo, la stessa che sindacati, associazioni, organizzazioni e collettivi studenteschi denunciano da tempo.
Chiediamo apertamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di non apporre la propria firma su questo Decreto.
Selezionare i bambini e le bambine per cittadinanza viola l’articolo 34 della Costituzione, che vuole la scuola aperta a tutti, e l’articolo 3, che vieta ogni distinzione di razza e condizione personale.
Non ci sarà tetto, muro o decreto capace di fermare la mobilitazione di chi nella scuola pubblica statale ci lavora e ci crede.
La nostra risposta a questo Governo è più organico, più docenti, più ATA, per un’integrazione vera di tutte e di tutti!
Per aderire o firmare l’appello scrivere a: mattarellanonfirmi@gmail.com
Prime adesioni:
USB Scuola
USB Migranti e Immigrati
Osa – opposizione studentesca d’Alternativa
Donne contro guerra e genocidio
Donne de borgata
Movimento per il diritto all’abitare
Antropolog@ per la Palestina
Sanitari per Gaza
Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti
Tavolo No AD
Seconda generazione
Centro internazionale crocevia
CRED
Cambiare rotta – organizzazione giovanile comunista
Assemblea scuola Torino
Scuola per la Pace Torino e Piemonte
Collettivo dei 100 Fiori (Verona)
Tre ghinee APS
Collettivo Cortocircuito (Rieti)
La Lampada dei Desideri ODV
Pietralata Unita
Associazione Frantz Fanon
Comitato Torrevecchia
Gender X Roma
Infinity pride
Associazione gli Squilibrati
ICBIE Europa Aps
Officine Pedagogiche
Associazione Diritto alla città (Roma)
Casa editrice Red Star Press
ARCI Roma
Collettivo Assenze Ingiustificate
Rete Iside Aps
Adesioni individuali:
Paolo Mauriello, avvocato
Camilla Piccialuti – infermiera
Irene Muci – docente secondaria di secondo grado
Eva Muci – dottoranda in Storia contemporanea
Rebecca Pangrazi – antropologa
Valerio Dionisi – ricercatore in Economia
Sabrina De Mari – insegnante e psicologa
Giulia Barone – studentessa in Eco-biologia
Silvia Ripà – docente universitaria Epigrafia Latina
Anna Grossi – educatrice
Sara Nardini – psicoterapeuta
Tiziano Tancini – docente universitario Scienza e tecnica dello sport
Eros Francescangeli – docente universitario Storia Contemporanea
Giada Iman Ferru – dottoranda in Storia Contemporanea
Marialuisa Stazio, ricercatrice in Sociologia
Margherita Grazioli – RTT in geografia economica-politica
Cesare Laconi – insegnante di geografia
Renata Puleo, già Dirigente Scolastica
Claudia Urzì, docente e sindacalista
Valerio Cordiner, Docente di Letteratura francese, Università di Roma La Sapienza
Sarin Marchetti, Dipartimento di Filosofia, Sapienza Università di Roma
Osvaldo Costantini, Professore associato di antropologia culturale, Università di Roma “Sapienza”
Ernesta Bevar, docente filosofia e storia, Bologna
Matteo Rinaldi
Antonio Allegra, insegnante
Giuseppe Curcio, Funzionario Università
Attilio Scuderi, Professore Ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate, Università di Catania
Prof.ssa Barbara Sorgoni, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Culture, Politica, Società
Marco Maurizi – filosofo e insegnante
adesioni in aggiornamento
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