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Torino. Sei studenti agli arresti domiciliari. La vendetta contro le mobilitazioni di questi mesi

A Torino la polizia ha notificato a 6 studenti e studentesse torinesi, fra cui un attivista di OSA, l’inizio delle misure cautelari con l’obbligo di dimora in casa per fatti riguardanti gli ultimi mesi di mobilitazioni per la Palestina che hanno caratterizzato l’autunno nel nostro paese.  Si tratta di tutti studenti minorenni.

La vendetta del governo Meloni si continua a scagliare contro chi ha animato le piazze per rompere ogni complicità con il genocidio e con lo stato di Israele, un’escalation di azioni repressive preparate e giustificate dalla potente macchina mediatica dei giornali di destra che da mesi ha lavorato per creare un nemico pubblico.

Ricordiamo solo pochi giorni fa gli arresti ai danni degli attivisti palestinesi incriminati con prove direttamente fornite solo dai servizi di sicurezza israeliani, lo sgombero del centro sociale Askatasuna e la minaccia di sgomberi in tutta Italia, le denunce arrivate a tante e tanti attivisti, le sanzioni al sindacato USB per lo sciopero generale del 3 ottobre.

Dopo un autunno in cui centinaia di migliaia di persone in ogni città d’Italia hanno lottato unite contro il genocidio, la guerra e le complicità dell’Occidente, mentre studenti e lavoratori hanno dimostrato che esiste un’opposizione al governo Meloni e ai piani di guerra occidentali, ora si tenta di chiudere una stagione di mobilitazione con la repressione. In particolare, si rafforza l’attacco ai giovani che in massa hanno riempito le strade al fianco dei lavoratori scioperando, occupando le scuole e organizzandosi contro questo governo di fascisti dentro.

“Non possiamo accettare che 6 studenti non potranno tornare a scuola. Vogliamo il ritiro immediato delle misure cautelari e che sia garantito il diritto allo studio di tutti e tutte!” scrive l’organizzazione studentesca OSA in un comunicato diffuso in queste ore.

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