Dopo 15 anni di aggregazione giovanile, socialità e iniziative politiche il Comala finirà la sua esperienza negli spazi dell’Ex Caserma Lamarmora. Il bando per la gestione di questi spazi, infatti, è stato vinto da una cordata di aziende che dovrebbero favorire, secondo le parole di Paolo Landoni, docente del Politecnico e presidente dell’azienda che guida la cordata – “imprenditorialità e innovazione sociale” e dare vita a “start up di impatto”, qualsiasi cosa queste parole vogliano dire.
A denunciare quanto avvenuto sono le parole di Andrea Pino, presidente dell’associazione Comala: “La coalizione di centrosinistra del Partito Democratico e AVS, alla guida della Circoscrizione 3 e alla giunta comunale, detesta l’idea che esista per altri 10 anni un centro di aggregazione giovanile, promotore di attività politiche, culturali e sociali, che sia anche un luogo di dibattito e di spazio critico – come abbiamo visto con la campagna contro l’Esselunga, o con gli incontri molto partecipati sul genocidio del popolo palestinese, etc”.
“Al suo posto preferisce darlo in pegno a una cordata di aziende loro amiche (peraltro, alcune di queste, fantasma) che presentano un progetto integrato con le filiere economiche e di sviluppo verso le quali la politica torinese si sta da tempo orientando” rincara la dose Potere al Popolo di Torino in un comunicato diffuso alla stampa.
Andrea Pino denuncia gravi influenze esterne che hanno condizionato la decisione della Circoscrizione di non rinnovare il bando. Il motivo è che Comala “dava fastidio”, e che questa Giunta Comunale ha “seri problemi con le realtà e gli spazi giovanili politici e di aggregazione”.
Dietro il mancato rinnovo del bando al Comala, secondo Pino, ci sarebbe un profondo sistema di relazioni che il PD cittadino ha tessuto con i personaggi a cui è stato assegnato lo spazio dell’ex Caserma La Marmora. “Tra questi l’associazione Eufemia, a cui il PD aveva assegnato (gratuitamente) in gestione lo stanzino del custode vicino al Comala”. Il Pd ha minacciato querele per diffamazione contro il rappresentante del Comala.
Poi ci sono i soliti interessi di impresa, che per l’amministrazione comunale sono sicuramente prioritari all’aggregazione sociale, culturale e politica giovanile. Le parole del prof. Landoni sulla Stampa sono molto esplicative: lo spazio è ritenuto adeguato agli scopi delle aziende vincitrici anche perché vicino al Politecnico, alle OGR e all’incubatore di aziende I3P.
Torino da tempo si sta candidando a capofila della filiera bellica e dual-use, spingendo PoliTo in prima fila e convogliando questi interessi strategici in joint-venture e progetti come la Cittadella dell’Aerospazio, in sinergia con la NATO, Leonardo SpA e altre aziende belliche.
Leggere la chiusura di Comala anche all’interno di questo processo di tutela di interessi politici, privati e bellici è più che mai fondamentale: non c’è spazio per aggregazione giovanile, politica e socialità alternativa nel territorio di PoliTo.
Per Potere al Popolo torinese “Abbiamo dunque davanti una sinistra che porta avanti esclusivamente gli interessi dei privati, mentre conferma il totale asservimento al Governo della guerra e della repressione”.
All’interno di questa cornice prende forma il piano della giunta Lo Russo, volto a chiudere ogni agibilità politica e aggregativa, ogni spazio come abbiamo visto con Askatasuna, in un momento in cui la popolazione ha dimostrato nello scorso autunno da che parte stare, ovvero contro la guerra, le spese militari e le politiche di austerity che ne derivano.
“È necessario continuare ad opporsi ai processi di riconversione bellica a livello nazionale e locale che, come nel caso di Comala, vanno sempre di pari passo con l’attacco agli spazi di aggregazione e di dissenso” afferma Potere al Popolo – “Per questo scendiamo a Roma il 14 marzo per una grande manifestazione nazionale per dire NO alla controriforma della giustizia, ma anche NO alla guerra interna, alla repressione e alla chiusura degli spazi sociali!”
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goiseppe
chiudono gli spazi ma non avranno mai il nostro cervello.
I fascisti del ventennIp erano piu rozzi usavaNO IL MANGANELLO E L OLIO DI RICINO.
oGGI USANO I DECRETI E I DECRETINI IN UNIFORME , GLI SPALLEGIATORI DEL SISTEMA CIOE I sinistrati INGRASSATI DAL VECHIO pci ED OGGI FINANZIATI DALLA FINANZA IMPERANTE.
sENTONO DI ESSERE AL TRAMONTO MA NIENTE E NESSUNO POTRà ARRESTARE LA FINE DELL’MPERO e’ TRAMONTATO L’IMPERO ROMANO MORTO nerone FINIRANNO ANCHE I VENDUTI E I DISERTORI DELLA LOTTA PER UN MONDO NON PIU DEI PADRONI E DEI LENONI