Nel contesto dell’area del Medio Oriente in fiamme in seguito all’aggressione Usa-Israele contro l’Iran la Sicilia è in prima linea con le attivita’ della base militare Usa e Nato di Sigonella e con il Muos di Niscemi.
“Sigonella – denuncia il professore e attivista antimilitarista Antonio Mazzeo (Antonio lo scorso anno ha partecipato alla missione umanitaria della Freedom Flotilla per tentare di rompere l’embargo sionista contro i palestinesi di Gaza, venendo catturato dai militari israeliani e poi rilasciato) – è ancora una volta protagonista delle guerre di Usa e Israele. Un pattugliatore P-8A “Poseidon” di US Navy è decollato dalla base militare siciliana di Sigonella verso il Mediterraneo orientale per partecipare alle operazioni di guerra scatenate dalle forze armate di USA e Israele contro l’Iran“.
A sostegno della denuncia di Mazzeo le foto dei tracciati che accertano lo spostamento del “Poseidon” da Sigonella verso il Medio Oriente: questa tipologia di aereo opera per attività di disturbo e ricognizione.
Non è la prima volta che la base di Sigonella ha un ruolo nelle operazioni statunitensi di intelligence: dalla base decollano regolarmente velivoli spia e droni, come i Global Hawk e i Reaper.
E anche un ruolo di supporto logistico: dalla base decollano regolarmente velivoli spia e droni, come i Global Hawk e i Reaper, e recentemente è stato segnalato un aumento dell’attività di sorveglianza in corrispondenza del sito nucleare iraniano di Isfahan.
Attività che non riguardano solo il Mediterraneo ma anche il sostegno all’Ucraina contro la Russia.
Inoltre, nella base di Sigonella avviene il rifornimento di aerei cargo statunitensi che trasportano sistemi d’arma destinati nell’area mediorientale.
C’è anche il Muos che “contribuisce” a porre tutto il territorio dell’arcipelago siciliano “in prima linea”, il Mobile User Objective System, installato all’interno della riserva naturale “Sughereta di Niscemi” – un’area protetta praticamente violata e occupata militarmente dagli USA con il consenso dello Stato italico – un sistema di telecomunicazioni satellitare ad alta frequenza (UHF) della Marina degli Stati Uniti e costituisce uno dei quattro nodi terrestri di una rete globale progettata per gestire le comunicazioni militari Usa in tutto il mondo
operando come una sorta di “rete cellulare satellitare” fornisce comunicazioni vocali e dati criptati ai militari sul campo e attraverso una costellazione di satelliti in orbita geostazionaria collega navi, aerei, veicoli e truppe sul campo.
L’attacco Usa-Israele all’Iran, e tutto quello che puo’ determinare a livello mondiale, quindi, coinvolge direttamente la Sicilia con la base di Sigonella e il Muos, ma non sono le uniche basi Usa-Nato presenti nel territorio colonizzato dell’arcipelago siciliano:
– a Trapani, nella base Nato di Trapani-Birgi, l’aeroporto militare e’ utilizzato dalla Nato come base di supporto logistico e operativo, in particolare per i velivoli radar AWACS che monitorano lo spazio aereo del Mediterraneo. Ultimamente anche come base di addestramento per gli F35;
– nel Porto di Augusta (Siracusa), che non e’ un porto milirare, e’ attivo un punto di approdo e rifornimento per le navi della Sesta Flotta degli Stati Uniti e per le unità navali della Nato impegnate in operazioni regionali;
– nelle isole di Pantelleria e di Lampedusa la Nato e’ presente con centri di telecomunicazione e installazioni radar per la sorveglianza del traffico marittimo e aereo nel Canale di Sicilia.
Intanto, subito dopo l’attacco all’Iran, un comunicato affisso all’ interno alla base di Sigonella e reso pubblico recita cosi’:
“Sigonella attenta. Si ricorda a tutto il personale e alle famiglie di rimanere vigili. Anche se non ci sono minacce specifiche e credibili al momento“.
Nella Sicilia colonia d’oltremare la guerra è in casa…
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