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Nuovo polo militare a Pisa: il Partito della Guerra incontra resistenza!

E deve fare i conti con l’opposizione popolare!

Se la giornata del 4 maggio a Firenze con l’incontro in una caserma dei Carabinieri degli amministratori locali, regionali e nazionali – presidiato da oltre 200 tra abitanti e oppositori al progetto della base – aveva già fornito alcuni segnali importanti, quella del 12 maggio li conferma e li proietta in avanti.

Le dichiarazioni di soddisfazione di Giani e Conti sull’incontro con il Ministro della Difesa Guerini non rappresentano altro che un goffo tentativo per recuperare credibilità di fronte ai cittadini di Pisa e della Toscana. In base agli accordi presi a Roma una parte del parco sarà comunque occupata dalle installazioni militari dei carabinieri e tutta la città sarà investita da una ulteriore militarizzazione.  

Ricordiamo che il progetto originario è stato proposto dal Comipar (Comitato misto paritetico per la regolamentazione delle servitù militari Stato-Regione), che per le nuove istallazioni prevede il coinvolgimento delle istituzioni locali.

E’ quindi impossibile che Sindaco di Pisa e Presidente della Regione non sapessero, ma anzi li indichiamo come diretti responsabili, insieme al Governo Draghi, del progetto stesso.

Se oggi fanno tutti un mezzo passo indietro, rivedendo in parte il progetto è soltanto perché è in atto una mobilitazione popolare che si sta sviluppando sul territorio, contro la devastazione di Coltano, la guerra e la trasformazione di Pisa in un grande polo militare a cielo aperto.

Anche la mobilitazione del 12 maggio ha fatto sentire la sua voce, a Roma sotto il Ministero della Difesa con una conferenza stampa e davanti all’ex centro radar di Coltano con un presidio, convocati dal Movimento no basi e dal Comitato in difesa di Coltano, per chiedere l’immediato ritiro del DPCM n°69 del 23-03-2022

L’opposizione popolare che abbiamo visto nascere a all’aeroporto di Pisa il 19 marzo, contro i piani guerrafondai del Governo Draghi, spinta dai lavoratori dell’Usb che si sono rifiutati di caricare armi dirette in Ucraina, si sta radicando in città e sarà soltanto questa che potrà fermare i piani del Governo Draghi, passando anche dallo sciopero generale dei sindacati conflittuale del 20 maggio contro la guerra, verso mobilitazione nazionale del 2 Giugno. L’obiettivo e’ chiaro: No alla base, né a Coltano né altrove!

Per continuare a parlare ed a organizzarci contro la militarizzazione dei nostri territori diamo a tutte e tutti appuntamento a venerdì 20 maggio in Logge di Banchi, dove alle 17.30 ci confronteremo con alcuni protagonisti delle lotte di questi mesi, a partire dai lavoratori dell’aeroporto di Pisa e del porto di Genova che si sono rifiutati di caricare armi su navi e aerei, la Deputata Yana Ehm del gruppo parlamentare ManifestA, Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo, gli studenti di Cambiare Rotta sulla militarizzazione della ricerca pubblica. Sono previsti interventi dei protagonisti della mobilitazione contro la base di Coltano.

Potere al Popolo! Pisa Via Bovio 50

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